Sempre attuale

Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzion...

24 dicembre 2012

Progetto, agenda e programma.

Un'agenda sta tra il progetto e il programma che lo realizza. In Italia, ogni ciclo elettorale è preceduto dalla riproposta di una congerie d’ideologie che i partiti riesumano dal passato, e da programmi elaborati dalle conventicole per soddisfare aspirazioni particolari.  Si rinnova quindi la promessa politica di una navigazione a vista, basata sul disfacimento dei provvedimenti già approvati dal passato governo, e la ripresa di quelli che il medesimo ha dovuto abbandonare con la finalità di attuare forme compromissorie favorevoli a una parte piuttosto che verso l’altra.
Oggi c'è del nuovo. Mario Monti, Presidente del Consiglio ancora in carica per il disbrigo degli affari correnti, detta l'agenda per la prossima legislatura.
Agenda significa cose da fare: non come farle, né perché.
Come fare le cose, significa seguire un programma e perché farle, significa seguire un progetto.

18 dicembre 2012

Schierarsi. Con chi?


Mi dichiaro cristiano cattolico laico, europeista, liberale ed elettore deluso, già allineato nel Popolo delle Libertà.
Nel tempo contingente, simpatizzo per il Movimento "Fermiamo il declino" promosso da Michele Boldrin, Paola Bruno, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Silvia Enrico, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales. Di fatto il fondatore è Oscar Giannino e mi sembra di percepire che la sua iniziativa, in poco tempo, abbia già raggiunto una certa visibilità, grazie alla serietà con la quale è stata impostata l'analisi delle nostre debolezze nella pubblicazione Sudditi. Un Programma per i prossimi 50 anni, a cura di Nicola Rossi, il Manifesto, e la formulazione dei 10 interventi per la crescita. Il tutto è rintracciabile sul sito Fermare il declino. Ho scritto "simpatizzo" e sto sul punto di rendermi “attivo” ma ... ogni giorno che passa la decisione, vacilla davanti al dilemma: con Berlusconi o senza Berlusconi?

18 novembre 2012

Di destra o di sinistra


Reddito imponibile 2016
Lo Stato, quale lo osserviamo ancora oggi, è creatore di diritti che considera prioritari rispetto a quelli che scaturiscono dai sentimenti appartenenti alla sfera famigliare e intima di ciascuno. Attraverso l’intreccio dei diritti e dei doveri, le istituzioni pubbliche governate dalla burocrazia - anziché da organismi associativi di tipo elettivo - sottomettono le scelte dei cittadini al vincolo di uguaglianza e di solidarietà, sicché la libertà sia indotta a divenire essa stessa un diritto e non un bene supremo inalienabile. I sentimenti personali di amore, di amicizia e di carità diventano solo un prodotto da valutare in termini monetari.
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Affermare che la libertà sia un diritto è già prevaricare sui nostri sentimenti di libera scelta. Il sentimento di giustizia nasce, non dalla libertà, ma esclusivamente dai vincoli connessi al tessuto sociale. Si nasce liberi. Non si nasce col diritto di essere liberi!
Se ho diritto, di essere libero, vuol dire che le mie libertà sono strutturate secondo norme giuridiche che esulano dalla deontologia e, allo stesso tempo, le modifica a tal punto, che gli atti stessi che devo compiere, anche quelli senza rilevanza sociale, non sono il prodotto di scelte personali ma forzature che offendono l’autonomia creativa e progettuale, non solo mia, ma quella di tutti.
In sostanza, nell’immanente, il costo sociale della libertà è rappresentato dai vincoli che i soggetti riuniti in società sono disposti o costretti a sopportare per la conduzione dell’esistenza. Nel trascendente, c’è tutto il resto: la persona e la sua esistenza, e, senza alcun vincolo, la libertà, mancando la quale subentrano il vuoto, l’abbandono e la paura.
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In tempo di elezioni, ogni cittadino si collochi in uno dei due gruppi qui sotto riportati e dia il proprio voto al candidato che più risponde alla propria domanda politica.
  1. È di Destra la persona che crede in una società nella quale possa sempre scegliere liberamente, tra le opportunità che le istituzioni gli offrono, l’occupazione pertinente alla propria indole per ottenere la felicità che spera di realizzare per se stesso, e con la visione coesa al benessere intrinseco al suo progetto esistenziale. Queste persone aspirano di appartenere a una società fondata sulla libertà di esistere, dove, sul diritto, grava solo il peso di un’etica condivisa.
  2. È di Sinistra la persona che accetta di vivere in una società dove il benessere, per tutti, è configurato in forma standard secondo i bisogni che si costituiscono come oggetto di diritto inalienabile. Queste persone formano una società, dove la libertà consiste nel dover esistere secondo leggi e regolamenti e dove la giustizia grava sulla libertà di esistere.
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Chi si propone candidato attenendosi a dottrine politiche ancora radicate alle ideologie del secolo passato, pur qualificate in destra e sinistra e anche in centro, stia a casa a coltivare l'orto e vada in Africa a tirar su l'acqua nel deserto. Costoro considerano ogni dovere un diritto ... e, quindi si adeguino. È tardi perché imparino che il lavoro non è un diritto; il lavoro è un dovere, mentre l'occupazione è un diritto.
Per tutti, vale il principio che l'intera nostra esistenza ci tiene sempre occupati ma siamo retribuiti solo se siamo capaci di dare qualcosa agli altri.
La rapa non fa sangue.


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24 ottobre 2012

Post n. 100

Abbi fede. Sai di più di quanto pensi di fare!

Sto ancora aspettando qualcuno che condivida un'idea con me!

21 ottobre 2012

Dio e Impero



Nel mese di febbraio 313- 1700 anni or sono - Costantino conce-deva, con l’Editto di Milano, la Libertà di culto in tutto l’Impero. Paolo Biscottini, su Avvenire, 23 settembre 2012, lo riporta 
secondo il riassunto di Lattanzio. 

Quando noi, Costantino Aŭgusto e Licinio Aŭgusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano, e discutemmo di tutto ciò che attiene al bene pubblico e alla pubblica sicurezza, questo era quanto ci sembrava di maggior giovamento alla popolazione, soprattutto che si dovesse regolare le cose concernenti il culto della divinità, e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita, affinché qualsivoglia sia la divinità celeste possa essere benevola e propizia nei nostri confronti e in quelli di tutti i nostri sudditi. Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi la più adatta a se stesso.
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05 ottobre 2012

Un bel pasticcio!


Un laico nel mistero dell'Entropia. Con questo titolo, nel Corriere della Sera di oggi, Giulio Giorello riferisce dell'uscita del libro di Eugenio Scalfari pubblicato su Meridiani Mondadori, col titolo "La passione dell'etica. Scritti 1963 - 2012".
Giorello scrive:

03 ottobre 2012

Il modello Italia

Nel post dell’8 ottobre 2009 ho scritto sul tema “Libertà e giustizia” goduta da chi,  partorito e nato in Italia, è ancora alla ricerca della prima occupazione. Alcuni di costoro curano il blog "Jus primae noctis"  ispirato ad una massima di Goethe:

Nessuno può essere schiavizzato in modo più totalizzante di colui che crede falsamente di essere libero

Parole terribili da gridare in faccia a Fiorito Batman, l’Uomo libero che fa suo ciò che depreda, creando attorno al suo personaggio una rete di diritti lesivi per i cittadini che hanno votato il partito nel quale ha esercitato il mandato di rappresentanza nel Consiglio Regionale del Lazio.

20 settembre 2012

Essere, Fare, Avere ... e Condividere

Creatività, bellezza, ricerca e internazionalizzazione possono risollevare le sorti dell'economia e della cultura (Gabriele Centazzo)
«Se vuoi essere etico devi imparare a mettere in questa successione quattro verbi. Il primo, essere: perché ogni individuo è unico e deve elaborare il suo pensiero, che lo porterà allo sviluppo di una personalità autonoma e a pensare con la propria testa. – Altro che il nichilismo imperante! – Il secondo, fare: il lavoro nobilita l’uomo, “dire” non conta nulla. Il terzo, avere: come giusta ricompensa del fare». Mi viene spontaneo pensare a tutti quei politici che considerano l’avere non come giusta ricompensa del fare, ma del furto... «Il quarto devi scoprirlo da solo (...)  perché solo allora sarai etico». "Il quarto verbo (svelato alla fine del testo) è "condividere". "Oggi mia nonna (che,allora, svelò al nipotino la sequenza dei quattro verbi)  si rivolta nella tomba, perché abbiamo invertito i verbi: primo, avere per essere e, con la finanza creativa e con il furto, senza fare". Così scrive Gabriele Centazzo nella proposta “Per un nuovorinascimento italiano” rivolta ai suoi colleghi delle Piccole e Medie Imprese (PMI) nell’invitarli a dare disdetta in massa dalla Confindustria, pungolandoli sul fatto che:

11 settembre 2012

Socialità e Cultura

La libertà di fare nel portare a termine progetti efficienti per ottenere beni durevoli o da consumare è compromessa dal diritto/dovere di investire e consumare secondo
criteri precostituiti in forma standard.

Ho più volte richiamato il beneficio che, in Italia, la legge concede al fattore lavoro a scapito degli altri fattori di produzione quali: il capitale, la terra e l’impresa. Ieri, il premier Mario Monti nel rivolgersi agli industriali tessili per l’inaugurazione della Fiera «Milano Unica» e successivamente, a Roma, nel faccia a faccia con i sindacati, tra l’altro, ha affermato che il governo avrà un ruolo di «facilitatore ma esige a nome del Paese che imprese e sindacati facciano di più per l’intesa». Ha aggiunto che l’obiettivo è aggiungere alla «moderazione salariale» la «modernizzazione dei rapporti di lavoro» secondo l’accordo di fine giugno 2011, cui va data piena attuazione. 

27 agosto 2012

Distopia

La mancanza di coscienza porta all'isola che non c'è: ma il suo nome non è utopia, luogo dove tutto è come dovrebbe essere: buono,  bello e attraente; ma alla distopia, che è l'esatto opposto, cioè un un luogo spiacevole e indesiderabile.


Pochi giovani appartengono al mio target e, in loro, vorrei suscitare qualche interesse per gli argomenti che tratto! Di passato ne porto assai sulle spalle, ma, nel presente, in questi tempi di grandi eventi, occorre esser pronti a comprendere ciò che realmente accade e ciò accomuna tutti i viventi anche gli anziani, specie se sentono di essere ancor giovani di spirito. Nel nostro immediato futuro, si dovrebbe aprire un qualche spiraglio che ragionevolmente ci consenta di sperare in un mondo dove l’esistenza possa scorrere più serenamente e ci conceda di assecondare, con ogni nostra pur piccola azione, le iniziative dei pacificatori e dei costruttori, ovvero, di chi fa ed è capace di ricondurre alla normalità i rapporti umani suscitando meno egoismi, meno contrasti, meno incomprensioni e meno ostilità.

23 agosto 2012

Bipolarismo e centralismo

I provvedimenti del governo siano attuati sotto lo stimolo della propensione volontaria e non si trasformino in precetti inderogabili e tali da annullare, nei cittadini a qualsiasi parte appartengano, la volontà di collaborare.

Per avviare la società al cambiamento occorre che il progetto si fondi sui modelli esistenti, tra i più evoluti e di maggior successo: occorre analizzarli, stabilirne i punti di debolezza e completarli con un programma in cui siano individuate aree di sviluppo e aree di consolidamento per raggiungere una finalità che collimi con un conveniente e pacifico sfruttamento delle risorse disponibili. Il modello, oggi, è quello al quale si conformano socialisti e liberali ognuno dei quali dovrebbe alternarsi nella conduzione politica muovendo le loro azioni ora stimolando residui di I Classe ricadenti nell’istinto delle combinazioni e ora quelli di II Classe ricadenti nella persistenza degli aggregati. Ma qual è il modello migliore?

18 agosto 2012

Partenogenesi o metamorfosi?

“Fermare il declino” è indispensabile, ma il verbo corretto  è “Fare tutti per cambiare”, e costruire il mondo futuro. ” Fermare il declino” è riduttivo: si aumenterebbe l'efficienza del sistema paese, ma il beneficio andrebbe ancora a sostegno della vecchia oligarchia incapace di trasformarsi.

"Da oggi  fermareildeclino.it si arricchisce di uno strumento di dialogo e comunicazione   con i nostri sostenitori. Il sito vuole essere lo strumento con cui Ali - Associazione libertà e impresa per le libertà economiche svolge il suo ruolo   per favorire l'emergere di un nuovo soggetto politico che abbia l'obiettivo di fermare il declino italiano, che disponga di un'analisi e di possibili soluzioni tecnicamente valide, e che sia credibile nell'esprimere una diagnosi e nel proporre una terapia.”.
Così Oscar Giannino ha scritto il 14 agosto scorso introducendo la Sezione Notizie di Fermare il declino.
L'iniziativa è seria e credo che l'impegno di ciascuno debba andare oltre la semplice adesione che si pratica versando il contributo alle spese elettorali per mandare l'amico in parlamento. Impegno serio, significa confrontare il proprio "Essere cittadino" con gli interessi particolari e generali che coinvolgono il gruppo o l'associazione d'appartenenza per raggiungere l'ente locale sino a toccare i vertici politici in parlamento.

19 luglio 2012

Si nasce liberi

Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso una burocrazia che alimenta imprese il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo.

Luigi Einaudi, sosteneva il primato della politica sull'economia,  sottolineava il fatto che l’attività economica non fosse immune dal giudizio etico, e riconosceva che, non necessariamente, privato significa virtuoso e pubblico coincide con dannoso
L’enunciato è tutt’ora valido se circoscritto allo stretto ambito dell’economia, ma, anche la politica deve essere sostenuta da un primato che, per i liberali, non può essere la società, ma la persona nella società.  Si nasce liberi e, per mantenerci liberi, dobbiamo affrancarci dal bisogno. Da qualche secolo viviamo nell’illusione che il denaro ci affranchi dal bisogno e che nel mercato debbano transitare tutti i beni materiali ed immateriali per essere apprezzati prima di essere prodotti trasformati e consumati. Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso la burocrazia che utilizza il mercato come fonte di reddito, e con tale attività alimenta un’impresa il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo. Secondo me, la politica di lungo termine da perseguire consiste nel riconoscere allo stato un nuovo ruolo quale fattore di produzione che, tuttavia, non operi sui mercati in concorrenza con chi crea profitti, ma, indipendentemente dai mercati, agisca come agente di propagazione sociale ed economica. Dare consistenza a questo concetto significa ripercorrere le opportunità del volontariato civile e rafforzare lo spirito di solidarietà togliendo in larga parte al fattore lavoro la sua dipendenza dal mercato per ricondurlo nell'ambito più generale dell’occupazione che impegna l'uomo dalla nascita per tutta la vita. Significa anche inibire, una volta per tutte, la pelosa funzione assistenziale assunta in forma monopolistica dagli organi pubblici per restituire alle istituzioni private in forma associativa le funzioni  previdenziali ed assicurative conformi alle esigenze della domanda di sicurezza in questo settore.

09 luglio 2012

Consenso, bisogni e opportunità per soddisfarli

Il progetto sociale non è trattabile secondo ragionamenti logico sperimentali; ma si articola nell'ambito di processi per suscitare consenso all'azione politica nell'ottenere il massimo di utilità che immagino essere il benessere circonfuso tra il corpo e l'anima di ogni Persona.

Pensando alle Opportunità esistenti per soddisfare i bisogni, rilevo il modo col quale il Consenso sia generato in un clima politico stabilizzato. Nella tabella sottostante, ne individuo otto e il peso da attribuire a ciascuna, dipende da considerazioni soggettive sullo stato di benessere e di felicità che, nei Profili  individuali e collettivi, non sono costanti, ma variabili.
Sono tuttavia valutabili in ciascun profilo e cioè nel loro essere Immateriali, Materiali e Strumentali. In tutti i casi, Opportunità inaccessibili nel soddisfare i Bisogni - indipendentemente dal fatto che li soddisfino realmente  riducono la Percezione di Libertà e, correlativamente anche la Propensione ad agire nel senso voluto dal decisore e cioè da chi è delegato a scegliere per sé stessi.

08 giugno 2012

Sudditi

Occorre cambiare, e dare a tutti un chiaro messaggio per aprire l’orizzonte sino ai prossimi cinquanta anni e oltre. Ecco i quattro pilastri: Etica, Linguaggio rigoroso, Stato propagatore di sviluppo sociale ed economico,  Libertà di impiego dei fattori di produzione.

Hobbes - La libertà dei sudditi
Ho già sotto gli occhi “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. L’ho scaricato ieri da EbooKizzati. Su Chicago-blog, frequentatissimo sito diretto da Oscar Giannino. Attraverso due miei commenti, ho espresso  la mia prima sensazione nell’osservare che, finalmente,  persone responsabili sempre attive nel confrontarsi con le vicende che intralciano i loro progetti, sputano il rospo per palesare ciò che tutti debbono ingozzare, e che ancora troppi insistono sul fatto che si continui a digerirlo. Purtroppo, a mio parere, il libro contiene ancora poche pagine: gli autori sono solo 20, un numero che completa la terza serie di Fibonacci, e tanti altri ce ne vorrebbero per giungere almeno a 33 completando un quadro appena abbozzato sulla nostra vita civile intossicata dalla burocrazia nel periodo che inizia dall’ Unità d’Italia e giunge ad oggi. Una cosa è certa. Siamo sudditi!

21 maggio 2012

Libertà e Lavoro

Alcune Costituzioni parlano come persone e sanciscono quali siano le loro libertà; altre confondono le persone nel popolo e sanciscono i doveri da osservare per essere riconosciuti liberi; altre concedono tutele alla sola classe dei lavoratori e, nel lavoro, individuano la fonte di ogni diritto; la nostra, infine, costituisce corporazioni nelle quali l'individuo non ha altra scelta che quella di usufruire di ciò che gli viene concesso.(*)


Stemma della Repubblica italiana
Il lavoro è un fattore di produzione come la terra, il capitale e l'impresa, ognuno dei quali si distingue per la remunerazione che gli è propria: la rendita per la terra; l'interesse per il capitale; il salario per il lavoro e il profitto per l'impresa. A questi occorre aggiungere l'intero apparato funzionale e periferico dello stato, a condizione che cessi dall'essere percettore che converte le imposte in spesa improduttiva, per diventare, lui stesso, fattore produttivo da compensare, al pari degli altri ma distinto nel contribuire  allo sviluppo culturale e sociale, attraverso  organi, agenzie, associazioni e società costituite liberamente dai cittadini.

20 maggio 2012

Tassare i ricchi?

Martha Naussbaum
(In corso di aggiornamento)
Vincenzo Fano pubblica oggi sul suo blog un interessante post titolato “Le cause della crisi”. Conclude scrivendo: Se la vera causa della crisi è l’accesso al benessere di altri 3 miliardi persone nel mondo oltre al miliardo che c’era già prima, la soluzione potrebbe essere investire in conoscenza e innovazione con ricerca, come hanno fatto in Germania e Stati Uniti, che infatti sono paesi che riescono a contenere i danni della crisi. Ma forse ancora più radicale, sarebbe immaginare e realizzare un modello di sviluppo non più basato su indici monetari, come il PIL, ma su indici che misurano la qualità della vita, come hanno sostenuto fra gli altri la Nussbaum e Sen.
Ritengo che solo la seconda ipotesi sia corretta: la prima resta inattuabile e dannosa se  non ci si accinge a percorrere anche la seconda. La Germania investe in innovazione e ricerca essenzialmente per introdurle in altri paesi e così ottenere un maggior profitto con merce che reimporta, escludendo dal generarle nel suo interno sfruttando risorse proprie naturali, energetiche e, soprattutto, umane perché meno redditizie.


18 maggio 2012

04 maggio 2012

Silvio in stand bye.

Da un ventennio, la politica è ingessata sull’immobilità: buone intenzioni, finalità commendevoli ma il paese rifiuta i mezzi e i dispositivi pasticciati e contraddittori, che, sistematicamente, concretizzano un effetto contrario a quello sperato dagli stessi personaggi che li hanno messi in atto. 


Il progetto? Fine del percorso
Speravo che Mario Monti, col grande carisma che gode attraverso le cariche rivestite nel campo dell’economia e della finanza, potesse finalmente dare l’avvio al programma proposto reiteratamente da Berlusconi in diciotto anni di storia repubblicana, sempre avversato sul nascere dall’opposizione e da personaggi anche del suo stesso partito, senza che fossero raggiunti gli obiettivi prefissati. Non merita citare gli oppositori perché a nessuno verrà mai in mente di dedicar loro un vicolo o un cantone, anche se, ancora oggi, il loro nome invade il mondo dei media. Cosa intendesse fare e cosa immagina fare oggi Berlusconi non sembra più importante, ma essenziale ritengo ricordare i fondamenti della sua visione politica:
1. Restituire al cittadino la dignità della persona.
2. Compensare lo squilibrio divenuto intollerabile nel privilegiare il fattore lavoro rispetto all’impresa, attraverso tutele assistenziali e sindacali che, nel sovraccaricarla di oneri impropri, svuotano l’opera dell’imprenditore dai contenuti di merito e di responsabilità.
3. Abrogare migliaia di leggi che si sono accumulate nel tempo costituendo privilegi e protezioni ad esclusivo vantaggio di organi corporativi.
4. Diffondere la sussidiarietà attraverso il decentramento amministrativo e l’attuazione del federalismo fiscale riportando la gestione di ogni attività sotto la guida delle persone che si assumono la piena responsabilità di ciò che fanno senza la copertura impropria delle strutture burocratiche.

23 aprile 2012

Il buon candidato

Tutti contro: uno solo ha tradito
Sostengo che il progetto politico debba considerare l'economia subordinata alla Società,  la Società  subordinata alla Persona e la Persona  condizionata dall’opportunità di ottenere quanto sia sufficiente dalle risorse di cui abbia la disponibilità. L’organismo pubblico interviene non più come creatore di diritti e  come gestore di una giustizia sociale che considera l’uomo secondo una sua conformazione standard, ma agisce come propagatore di opportunità che le Persone, attraverso le istituzioni,  la società, e le associazioni liberamente costituite ed elette, gestiscono liberamente secondo criteri di responsabilità ed efficienza.  

22 aprile 2012

Il Manifesto di Norcia

La Persona sia destinataria di una maggiore attenzione antropologica orientando le scelte oltre che sugli interessi economici, anche su quelle che coinvolgono la psicologia e la sociologia.

In questi giorni, in cui sembra che ci siano avvisaglie di cambiamenti nel quadro dei rapporti politici tra partiti che sostengono il governo e quelli all’opposizione, desidero mettere per iscritto alcuni tra i miei pensieri che ritengo più urgenti per essere presi in considerazione contro l’affanno nel riagganciare la linea di ripresa economica e sociale, e per vedere luce in fondo al tunnel dove il debito pubblico sembra correre in continua accelerazione.

17 aprile 2012

Incendiato il tempio di Apollo. Flegias, condannato in eterno

Gli atti umani si svolgono in corsi epocali durante i quali Fatti imprevedibili non sequenziali determinano discontinuità, provocando biforcazioni dalle quali i gruppi umani possono ineluttabilmente separarsi per seguire ognuno la propria sorte 
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Erasmo da Rotterdam nel suo famoso Elogio della follia, nel porsi la domanda su cosa chiedono gli uomini ai santi se non cose folli, adatta al suo dire alcuni versi dell’Eneide di Virgilio[1] laddove riferisce dell’arrivo di Enea a Cuma accompagnato dalla Sibilla giù nell'oltretomba, di sotto il lago d'Averno. Nel Campi Elisi incontra l'ombra di Anchise, che rivela al figlio che è stato scelto dagli dei per fondare l'Impero di Roma.
Tra gli altri dannati Flegias, Re dei Lapiti, che, per vendicare la morte della figlia, tentò di incendiare il tempio di Apollo a Delfi, non fu perdonato, tanto che il dio, dopo averlo crivellato di frecce, lo scaraventò nel Tartaro e per condanna dovette stare per l’eternità con un grosso masso sempre sul punto di cadergli addosso schiacciandolo. A gran voce Flegias urla: "Apprendete giustizia dall’esempio, e a non spregiare gli dei".

Profili Personali


Dio, Morale ed Estetica producono Passioni che, toccando la Sensibilità, danno corso ai Sentimenti. Intenzioni; Volontà, Determinazione e Impulso sono gli Istinti che si trasformano in Azioni.
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Concretamente il Processo dell’agire umano si svolge tra Sentimenti e Istinti coinvolgendo la Coscienza e la Responsabilità che sono, rispettivamente, come più volte ripetuto, categorie trascendenti e immanenti.
Dio, Senso morale, Senso estetico e Passioni formano l’insieme di Elementi che caratterizzano lo Spirito della Persona; mentre la Sensibilità degli organi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto e sesso), guidano Volontà, Determinazione e Impulso propri del Corpo della Persona nel manifestarsi secondo Intelletto dotato di Conoscenza acquisita attraverso l’Esperienza. Secondo il tipo e del numero degli elementi partecipanti al processo, tra quelli dei Sentimenti e quelli degli Istinti, si ricavano indole e aspirazioni della Persona.

11 aprile 2012

La Matrioska

Se ogni cosa sulla terra fosse razionale, non accadrebbe nulla. (Dostoevskij)

Matrioska congiunta
La chiave di volta per raffigurare gli aspetti sociali dell’umanità consiste nel percepire quali siano i ruoli della Matrioska e dei bambolotti che uno nell’altro vi sono inseriti. Si tratta di soggetti che conducono l’esistenza con un certo grado di certezza nel ritenere che il loro operare sia coerente col modello residuale in cui la libertà sia vincolata dagli adempimenti necessari per conseguire la massima utilità per Sé stessi e per gli Altri.
In altre parole, nella Matrioska, i bambolotti sono Persone, che interagiscono tra loro esprimendo una certa Reattività, cosicché l’Equilibrio sociale Es si determina attraverso un generatore Gf costituito dall'apporto di soggetti che considerano Vincoli alla libertà solo gli Obblighi assolti volontariamente. Il generatore stimola la propensione come atto individuale, ma ha effetto solo se, dall'esterno, la vediamo come personaggio unico ignorando se nella contingenza sia piena, mancante di qualche componente o vuota. Il comportamento complessivo di un gruppo associato, contribuisce appunto a formare – anche se gli associati sono tra loro estranei o non si fanno riconoscere - l'Equilibrio sociale Es che si determina in coda al Processo generatore d'impulsi Ps.
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Mi si perdoni il richiamo a riferimenti matematici che saranno definiti tramite appositi collegamenti, ma, a parte questo ed il prossimo capoverso, i concetti che espongo potranno essere compresi saltandoli e proseguendo oltre, salvo il fatto di riconsiderarli successivamente ove fosse necessario un approfondimento.

07 aprile 2012

"Foedus", un'anomalia italiana

Un patto senza maggioranza!
Il 7 ottobre 2010 ho interloquito  nel thread proposto da Dino Cofrancesco da titolo Foedus, un'anomalia italiana.  Da allora, nonostante il governo tecnico, poco o nulla è cambiato. Lo riscrivo aggiungendo qualche osservazione e con aggiornamenti alla situazione contingente.
Tre sono le ragioni che contraddistinguono il nostro paese dagli altri del mondo occidentale.
1. Il comunismo non è ancora battuto e vive sospeso ma radicato come l'edera nella cultura, nella scuola, nella magistratura e nel lavoro. Prova ne sia che il Capo dello Stato in carica, senza sconfessare di essere comunista, al Quirinale, regge una struttura politica fortemente orientata a sinistra con ramificazioni in tutto il mondo; interviene sulle leggi approvate dal parlamento per modificarle nel senso voluto dall’opposizione, ora passata nella maggioranza; ha fatto dimettere Berlusconi per sostituirlo con Monti che, per governare ha bisogno del consenso della sinistra: gira per l’Italia come una trottola per rappresentarci la storia dal risorgimento in poi come nel libro Cuore di De Amicis.
2. La grande impresa è ancora in mano ai padroni del vapore. Rileggere gli scritti di Ernesto Rossi, oggi, è scoprire che la realtà italiana è ancora cementata alla ricostruzione post bellica degli anni 50. La corporazione di lavoratori e datori di lavoro è tutt’ora forte e costituisce una lobby che agisce sul governo anziché, come dovrebbe essere, sul parlamento.
3. La piccola impresa sopravvive clonandosi in altrettante più piccole perché non ha incentivi per svilupparsi: regge solo ingegnandosi tra l’elusione fiscale e il lavoro nero. Una trentina di srl, ora per la maggior parte all'estero, formano importanti gruppi industriali che sfuggono al nostro PIL. Beccarle fiscalmente significa chiuderle al mercato italiano.
Con questi miei convincimenti rileggere l'articolo di Cofrancesco mi fa scoprire più convinto di prima.
In Italia i tre motivi che ho esposto sorreggono il pilastro degli oppositori a qualsiasi cambiamento. Non è bastato il piccone di Cossiga per scalfirlo; non c’è riuscita Forza Italia; il Popolo della Libertà cerca ancora una mediazione per rendere il paese presentabile agli occhi del mondo ma sembra che ogni sforzo sia vano e che sia capace solo di far uscire effetti contrari con il suo operare.
Il Cav. Ora sta a guardare e, in molti pensano che – tra breve – si rimetta in sella. Come non si sa. La storia riserva sempre sorprese tra il come e il quando.
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05 aprile 2012

Libertà

Il costo sociale della libertà è rappresentato dai vincoli che i soggetti riuniti in società sono disposti o costretti a sopportare per una serena conduzione dell’esistenza. 
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Piazza Grande
Non considero verità trascendentali da ascrivere all’empireo delle idee pure, ma i fenomeni concreti e stabili nel tempo, legati alla natura stessa delle cose.
Il Gruppo sociale è costituito dagli elementi che lo costituiscono, ovvero consiste nell’insieme d’individui che camminano nella piazza, tra i quali, nessuno fa mostra di sé e tutti non mostrano di avere coscienza di ciò che fanno. Peraltro,  disgiunto dall'altro, ognuno segue un proprio percorso logico nel condurre la propria esistenza.Sezionare i Gruppi sociali in base al modo di agire significa costruire mostruose falsità che sfociano in processi di scomposizione e di compattamento enunciati nelle teorie fondate su fatti deformati, tanto disprezzate da Pareto.

03 aprile 2012

Cambiare regime (*)

La religione, la morale, l’estetica coltivate dai sentimenti, servano da stimolo per l’avvio virtuoso di un progetto che accompagni la società verso un modo ragionevole di trascorrere l’esistenza.

Ambizione, Fantasia, Sogno
o Felicità?
Quali risultati hanno conseguito i politici nel condurre le Persone a vivere secondo l’idea che ognuno ha della propria Felicità?
Non voglio dilungarmi sull’attuale progetto politico, fondato sul patto infame, che considera diritto ogni desiderio. Così si distrugge la vita con l’aborto, la famiglia col divorzio, la scuola con lo svuotamento della sua autorevolezza, e noi stessi alla mercé degli sbandati che occupano una società che si dissolve. Di contro, dovrebbero essere d’uso gli stimoli morali essenziali nei rapporti interpersonali, stimoli che portino le Famiglie ed i Gruppi sociali a completarsi in una cornice di Benessere che è Qualità di vita e Concordia d’intenti.

24 marzo 2012

Propensione e consenso


La Coesione sociale è tanto più forte, quanto è salda la Propensione ad aiutarsi l’un l’altro.


Nelle Azioni delle Persone possiamo attribuire sei caratteri distintivi : 1. Modo, 2. Mezzo, 3. Rischio, 4. Movente,  5. Portata, e 6. Effetto
Il Modo è come si fa; il Mezzo è cosa si fa; il Rischio rappresenta il grado di sicurezza per conseguire il successo. Considerare l’Azione con i soli caratteri di mezzo e fine, nel senso che Machiavelli ha voluto dare a questi termini, è definire troppo vagamente l’agire umano: perché il fine è riferito al Progetto e non all’Azione, mentre il Mezzo è l'insieme delle operazioni elementari sulle Cose da trattare per conseguirlo. Questa distinzione è essenziale per intendere il comportamento della Persona, in quanto, per ottenere un fine buono, il senso morale comune non consente la messa in opera di azioni cattive.

L’Uomo è un Animale sociale?


Attenzione alla filosofia: presa in dosi sbagliate può avere effetti nocivi
!
Si attribuisce a Platone l’affermazione che l'uomo fosse l'unico animale a essere bipede e implume insieme!
Diogene di Sinope - famoso per aver detto ad Alessandro di spostarsi perché la sua posizione oscurava il sole - cinico qual era, spennò un pollo, lo mostrò in pubblico e annunciò: "Ecco l'uomo di Platone"!
Da allora, ancora oggi siamo a chiederci cosa sia l'uomo. Affermare che l'uomo[1] sia un bipede implume si ottiene una prima classificazione di tipo morfologico che finisce con Linneo ponendo l'uomo nella famiglia degli ominidi nell'ordine dei primati.
Molti caratteri differenziali tra l'uomo e gli ominidi sono ancora da scoprire e la scienza sguazza tra una miriade di osservazioni specialistiche senza concludere l’argomento in un ambito unitario. Perché tributaria di tutto lo scibile umano, la ricerca, tra le discipline antropologiche, beneficia di tecnologie sofisticate per identificare quale sia il carattere distintivo che differenzia l’uomo moderno dall’uomo antico, e quest’ultimo dagli ominidi, ma il carattere distintivo è come l'araba fenice: ha mille forme, e … "che ci sia, ognun lo dice, dove sia, nessun lo sa"?

15 marzo 2012

Giovanni Pascoli

Il 6 aprile 2012 ricorrerà il centesimo anniversario della morte di Giovanni Pascoli. Decadentista? Positivista? Certo! Era il poeta del suo tempo e l’ho sempre preferito a Carducci. Il nihilismo imperante, oltre ad oscurare il medioevo e il rinascimento, oggi uccide anche il positivismo, continuando a stare chiuso il sipario sulle teorie sociologiche di Vilfredo Pareto,  che ritengo debbano essere valutate come il miglior prodotto della filosofia post illuministica. Pareto sarà di grande aiuto al nostro mondo globalizzato.
Una vita alla ricerca del "nido"
Pascoli era il poeta delle piccole cose che non sono il nulla; e piccolo è il Fanciullino che, col suo raziocinio, è in grado di conoscere in modo autentico ciò che lo circonda, meglio di quanto possa fare l'uomo adulto. Infatti, scrive Pascoli, "l'uomo dei nostri tempi sa più che quello dei tempi scorsi, e, a mano a mano che si risale, molto più e sempre più. I primi uomini non sapevano niente; sapevano quello che sai tu, fanciullo". La voce interiore del fanciullino dà vita alla poesia. E' un modo per enunciare il principio in base al quale la Filogenesi ricapitoli l'Ontogenesi ed anche per affermare che l'embrione umano è un Uomo o una Donna in potenza. Pascoli, positivista? Non credo perché anche su fatti minuti ci fa scoprire verità trascendentali. 

La civiltà dei consumi

I beni materiali disponibili e la trasformazione di essi con l'utilizzo di fonti energetiche rese potenzialmente inesauribili dallo sviluppo tecnologico, affrancano gli uomini dalla schiavitù e consentono a tutti di essere liberi e di condurre un'esistenza dignitosa.

Nonostante tutto, la speranza di vita 
aumenta
Non sembra vero, ma è ragionevole pensare che la società umana possa oggi raggiungere un nuovo equilibrio nei rapporti sociali coinvolgendo tutti nella conduzione di un’esistenza serena e non più vincolata ai bisogni impellenti creati dalla carenza di beni primari che sono quelli indispensabili per la sopravvivenza.
Rilevo che, oggi, l'economia è caratterizzata da un mercato dove la domanda non genera più l'offerta, ma è l'offerta che genera domanda per consumi crescenti in quantità e qualità a prezzi che si adeguano ai target di consumatori distribuiti per classe di reddito, di sesso, di età e di cultura.
Se è vera quest’osservazione, le crisi di sovrapproduzione, che sino alla metà del secolo scorso hanno afflitto l'economia mondiale, non dovrebbero più succedersi, perché la disponibilità dei beni sul mercato è regolata dalla domanda indotta dalla stessa offerta.  Allo stesso tempo, sempre in base al principio anzidetto, la disponibilità dei beni sul mercato dovrebbe essere sufficiente per garantire a tutti i viventi, ovunque abitino, un benessere adeguato per godere di un orizzonte economico allargato a oltre i beni di primaria necessità.

11 marzo 2012

Crescita e maturazione del Fantolino

Quando l'intenzione stimola manifestazioni che portano al compimento di atti sorretti dall'ignoranza o dalla disperazione possono accendersi contrasti sociali difficilmente controllabili.

Senza parole
Quanto dura il processo formativo? In quest'epoca di cambiamenti il processo formativo dura quanto la vita perché un ruolo può essere scelto per la vita, ma per svolgerlo e per non essere sopraffatti dall'obsolescenza, occorre aggiornarsi continuamente, pena un precoce invecchiamento.
Durante l’adolescenza, il percorso deve essere accompagnato dal tutore; ritengo che si giunga all’età adulta quando si diventa tutori di sé stessi.
In realtà, per fortuna nostra, non tutti seguono un processo formativo ispirato a tale ragionevole  fine, e i più si fermano quando si sentono appena adulti e addirittura prima di divenirlo, restando bimbi per tutta la vita.
E dire bimbi è troppo: Fantaccini.[1] Fantolini è più appropriato.[2]!
Oggi, i Fantolini sono troppi: sono mostriciattoli che non crescono mai, abituati a poter soddisfare bisogni senza provare alcun desiderio. Non sono né ricchi, né poveri ma da considerare affetti dal male della spesa compulsiva perché comprano anche ciò che non serve col solo scopo di vuotare il portafoglio.

09 marzo 2012

Proclamazione delle quattro libertà

 Nei paesi occidentali non già appartenenti al blocco sovietico, i conservatori di ieri sono i riformisti di oggi e i conservatori di oggi erano i riformisti di ieri.

Se puoi parlare, se puoi pregare, se
 puoi resistere alla paura, sei libero.
Il fatto si manifestò il 6 gennaio 1941 con la Proclamazione delle quattro libertà da parte del Presidente Franklin Delano Roosevelt al Congresso degli Stati Uniti d'America:
·         libertà di parola
·         libertà di culto
·         libertà dal bisogno
·         libertà dalla paura

ed ebbe termine il 26 giugno 1945, a conclusione della Conferenza di S. Francisco con la costituzione, al posto della Società delle Nazioni, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), alla quale fecero parte inizialmente cinquantuno nazioni.

02 marzo 2012

Libri e Scienza: I segreti dell'acqua

Libri e Scienza: I segreti dell'acqua

28 febbraio 2012

Cupio dissolvi

Dal dialogo sorto nel thread dallo stesso titolo su"Il Legno storto", trascrivo due mie risposte, a Corona di Ferro, sperando che desideri riportare i suoi commenti e approfondirlo con altre sue acute osservazione su questo mio blog. Il tema trattato origina da un articolo di Magdi C. Allan pubblicato su "Il Giornale" del 20/02/2012a pag. 14, dal titolo "Criticare l’islam è proibito. Difendere l’Europa pure".


Torno - Villa pliniana
I - Nessuna società nasce e cresce se, all'origine, non c'è una credenza condivisa; in altre parole, un'idea comune per condurre l'esistenza. Kant, che ben sapeva queste cose, amava la buona tavola e usava complimentarsi con le signore per ottenerne il favore, sentì l'obbligo d'inventarsi, a copertura dei vizi borghesi, l'imperativo categorico, fonte dell'ipocrisia moderna culminata col puritanesimo. Per me, la dissoluzione non va indirizzata all'islamismo che sta avvicinandosi dolorosamente anche per noi, alla società moderna, ma a questa nostra società che pone il valore solo là dove c'è il piacere che vanifica la nostra coscienza alla perenne ricerca di una misura esistenziale. Formulo la proposta di ripartire dall’umanesimo proprio per percorrere una via che non cancella l’universalità delle conoscenze acquisite in questi ultimi secoli, ma conduce a gestirle consapevolmente riconsiderando l'essenzialità dello spirito che muove ogni azione umana. La religione (Dio), la morale (il bene) e l’estetica (il bello) sono l’essenza stessa della nostra vita da escludere dall’eccessiva considerazione utilitaristica e venale che al riguardo oggi tendiamo a concepire.

18 febbraio 2012

Babele


Concordia: parola in disuso!
Ecco una grossa complicazione che corrisponde al rovescio di quanto capitò agli uomini che lasciarono incompiuta la torre di Babele.

Sabato 11 novembre 2006, Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo italiano, dichiarò:
“Qui ormai siamo in un paese impazzito, che non pensa più al domani”!
Dopo una mia prima reazione di stizza seguita da una stretta allo stomaco mi venne spontaneo lo stimolo di urlare: “Senti chi parla”!
Dovetti ricredermi perché non disse che io, cittadino italiano, ero impazzito; né potevo avere argomenti per sostenere che Romano Prodi fosse pazzo.
Infatti, Prodi non si riferiva a persone o gruppi di una qualsiasi parte, ma all’intero paese abitato da persone disorientate che mostravano di non saper più comunicare né immaginare qualche certezza per il futuro.

10 febbraio 2012

Etica senza ontologia

BOZZA

Un complesso di principi morali che consentano il costituirsi di una società in cui la Libertà sia creduta il bene supremo.


Etica = morale ?
Suppongo di formulare un’Etica che consideri l’esistenza immanente dell’uomo conforme ai principi sovrannaturali scaturenti dalle fonti religiose monoteistiche e teologiche più antiche e diffuse.
Si tratta di riscoprire un’etica senza ontologia superando l’attuale principio di laicità che esclude dal sociale la spiritualità che si porta appresso attività materialmente non utile.
Sembra che la concezione materialistica del mondo consideri la Spiritualità come fatto di opinione del tutto trascurabile se priva del corrispettivo di utilità pratica. Così è per la religione, per la filosofia, per l’arte, per la musica, e per quanto altro derivi da queste attività se non producono valori monetizzabili. Infatti, a nulla vale finanziarli, se questi non suscitano interesse economico.

06 febbraio 2012

Due ideologie per un’idea


Carlo Rosselli
Qui non dichiaro verità trascendentali da ascrivere all’empireo delle idee pure, ma desidero esporre fenomeni concreti e stabili legati alla natura stessa delle cose.
Associo il Gruppo sociale alla fisicità degli elementi che lo costituiscono che sono l’insieme d’individui che camminano in piazza, tra i quali, nessuno fa mostra di sé e, disgiuntamente, l’uno dall’altro, tutti non mostrano di avere cognizione logica di ciò che fanno.
Sezionare i Gruppi in base al modo di apparire significa costruire mostruose falsità che conducono a processi di scomposizione e di compattamento che conducono a enunciare quelle teorie fondate su fatti deformati, tanto disprezzate da Pareto.
L’uomo in società è il contenuto della Piazza, una realtà immutabile che si mantiene indivisa e si ricompone continuamente per effetto degli sconquassi causati dalle Follie.

31 gennaio 2012

Dio, Patria, Famiglia e Persona

Berlusconi, già prima del 1994, aveva intuito essere necessario operare un grande cambiamento. Allora l’Italia era ultima tra i grandi, non tanto per l’importanza dell’ economia - essendo allora la quinta o la sesta nel mondo - ma per il coesistere di gravi disfunzioni nell’apparato dello Stato associate alla rigidità della nostra Costituzione che nulla concede alla governabilità. Ancora oggi, governare significa tutelare i cittadini attraverso enti e istituzioni, anziché gestire e amministrare gli affari dello stato a vantaggio dei cittadini. 

10 gennaio 2012

Babele

C'è chi è più svelto e chi meno: il tempo e l'età non hanno rilevanza, ma la società, stravolta dagli eventi che passano, è sollecitata dalla ricerca continua di nuovi equilibri.

Senti chi parla!
Sabato 11 novembre 2006, Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo italiano, dichiarò:
“Qui ormai siamo in un paese impazzito, che non pensa più al domani”!
Dopo una mia prima reazione di stizza seguita da una stretta allo stomaco mi venne spontaneo lo stimolo di urlare: “Senti chi parla”!
Dovetti ricredermi perché non disse che io, cittadino italiano, ero impazzito; né potevo avere argomenti per sostenere che Romano Prodi fosse pazzo.
Infatti, Prodi non si riferiva a persone o gruppi di una qualsiasi parte, ma all’intero paese abitato da persone disorientate che mostravano di non saper più comunicare né immaginare qualche certezza per il futuro.

08 gennaio 2012

Il Corso Epocale

Erasmo da Rotterdam nel suo famoso Elogio della follia, nel porsi la domanda sulle richieste degli uomini ai santi, risponde che sono cose folli, sovrapponendo il suo dire ad alcuni versi dell’Eneide di Virgilio[1]. Al riguardo riferisce dell’arrivo di Enea a Cuma accompagnato dalla Sibilla giù nell'oltretomba, sotto il lago d'Averno. Nel Campi Elisi incontra l'ombra di Anchise, che rivela al figlio di esser stato scelto dagli dei per fondare l'Impero di Roma.
Tra gli altri dannati Flegias, Re dei Lapiti che, per vendicare la morte della figlia, tentò di incendiare il tempio di Apollo a Delfi; non fu perdonato, tanto che il dio, dopo averlo crivellato di frecce, lo scaraventò nel Tartaro e lo condannò a stare per l’eternità con un grosso masso sempre sul punto di cadergli addosso schiacciandolo.