Sempre attuale

Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzion...

25 giugno 2016


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Consumo e risparmio


In corso di revisione e completamento
Quando il conflitto tra impresa e lavoro non sarà più gestito dai sindacati ma da forme associative, i proprietari saranno messi a tacere con le loro vicende personali. 


Le tensioni sociali che si manifestano in questa nostra civiltà industrializzata, hanno origine guardando questo grafico dove pongo in evidenza che il conflitto sussistente tra lavoro e capitale, in realtà, avviene con l'imprenditore considerato come padrone. Oggi, il conflitto non dovrebbe più sussistere perché, contrariamente al passato, l'offerta dei beni eccede la domanda e nessuno più produce per il magazzino.

Consumo e risparmio

In corso di aggiornamento*
Quando il conflitto tra impresa e lavoro non sarà più gestito dai sindacati ma da forme associative, i profittatori scompariranno e i capitalisti saranno messi a tacere negli affari delle proprie imprese. 

Nel grafico qui a fianco appare che le tensioni sociali che si manifestano in questa nostra civiltà industrializzata, hanno origine dal conflitto sussistente tra lavoro e capitale. In realtà, avviene con l'imprenditore considerato come padrone. Oggi, il conflitto non dovrebbe più sussistere perché, contrariamente al passato, l'offerta dei beni eccede la domanda e nessuno più produce per il magazzino.

24 giugno 2016

Il torpedone 2

Gli elettori inglesi e scozzesi, col referendum appena decorso, si sono dati tre opportunità: uscire, restare o proporci un'Europa migliore*.


Vincenzo Fano, in data 24 luglio 2015 ore 8:47 scrive sul Diario Fecebook: Un numero infinito di matematici entra in un bar e il barista chiede loro: "Cosa vi porto?". Il primo matematico risponde: "Io prendo un mezzo boccale di birra". Il secondo dichiara quindi. "Io ne prendo un quarto", il terzo: "Io un sedicesimo"... Il barista li interrompe, riempie un solo boccale di birra e dice: "Basta così ragazzi, conosco i vostri limiti".

06 giugno 2016

La religione tra il volere e il dovere

Gli atti costitutivi delle Nazioni fanno nascere il diritto dalla sovranità che, indipendentemente dall’essere concesse dal re o autoproclamate dal popolo, obnubilano l'ordine originario dei valori universali, vale a dire che insidiano la conservazione della dignità umana intesa come insieme di singole Persone memori, coscienti e pensanti. 


Il sentimento religioso è atavico, e trova le sue radici nella storia. Dalla creazione dell’uomo o dal suo mutare da bestia, l’Istinto ha dovuto essere sorretto dalla deontologia: il che vuol dire che, nell’agire, un fine non può essere che il risultato dell'utilizzo di giusti mezzi. Non ha senso parlare di morale in organismi che si alimentano solo per figliare o per compiacersi nel proprio benessere; è corretto, invece, un organismo siffatto si sottoponga a regole quando abbia la facoltà di derogare all'istinto di sola sopravvivenza con un atto di egoismo cosciente. 
Così riconosciamo che la crescita dell’umanità si fonda sull'altruismo e trascina con sé quella religiosa sia pure con ritmi molto rallentati.