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Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzion...

25 giugno 2016

Consumo e risparmio

In corso di aggiornamento*
Quando il conflitto tra impresa e lavoro non sarà più gestito dai sindacati ma da forme associative, i profittatori scompariranno e i capitalisti saranno messi a tacere negli affari delle proprie imprese. 

Nel grafico qui a fianco appare che le tensioni sociali che si manifestano in questa nostra civiltà industrializzata, hanno origine dal conflitto sussistente tra lavoro e capitale. In realtà, avviene con l'imprenditore considerato come padrone. Oggi, il conflitto non dovrebbe più sussistere perché, contrariamente al passato, l'offerta dei beni eccede la domanda e nessuno più produce per il magazzino.
L’errore fu nel non essere mai stato chiarito a cosa corrispondessero i termini usati nello sviluppo delle teorie economiche, e soprattutto, nel non aver mai considerato che il lavoro non è l’occupazione intesa nel senso vago che intendeva dargli il Richard Kahn ideando il suo famoso moltiplicatore dell'occupazione . 
Infatti, occupazione non è job, ovvero solo impiego umano, ma impiego di tutti i fattori di produzione che sono terra, lavoro, impresa e capitale; quest’ultimo formato dal risparmio - anche monetario - in termini di potenziale dalle stesse fonti umane e materiali da reintegrare perché investite o consumate.
Così la piena occupazione, anche a livello microeconomico, non si ottiene solo per gli effetti nell’area dell’economia, ma considerando la persona umana, i suoi amici animali, e il suo ambiente in un intero ambito delle scienze estese alla natura, alla psicologia, all’economia e alla sociologia cui, oggi, è doveroso aggiungere un’etica condivisa come elemento catalitico per ridurre a zero i costi marginali.
Ancora oggi si osserva che, quando il profitto è conseguito con l'opera del lavoratore costui tiene, col capitalista, un rapporto corporativo, mentre, invece, l'imprenditore diventa capitalista padrone.
In quest’altro grafico figura il ciclo economico virtuoso dove la collaborazione tra Imprenditore e Lavoratore sussiste come fossero, entrambi, la stessa persona. L'impresa realizza salari e profitti che tornano alla Persona intesa sia come lavoratore che come imprenditore. Al netto dei consumi dell'impresa e delle persone in beni di consumo o da capitalizzare, si forma il risparmio che accede alla BIG e da questa passa al FCI. L’imprenditore preleva, tramite la BCO dal proprio fondo quanto gli serve per gli investimenti nella propria impresa e per il circolante. Il lavoratore, anch'esso dai propri fondi, preleva quanto gli è necessario per esigenze indipendenti da quelle dell'impresa. Occorre vietare il reinvestimento degli utili nella propria impresa. (Caso coop: la grande madre del conflitto d'interessi).
Attualmente, in Italia, il lavoratore non risparmia e quei pochi risparmi sono prelevati dall’agenzia delle entrate e dai depositi presso le coop. Le piccole e medie imprese non realizzano utili. 
La esasperata pressione delle multinazionali delle fonti energetiche non rinnovabili, dell'alimentazione, dei farmaci e delle armi, ostacolano la separazione tra le Banche d’investimento e quelle commerciali. L'unificazione fu imposta da Bush padre negli anni ottanta del secolo scorso per creare una forte ondata di sviluppo che nel tempo ha causato comportamenti toro e orso a beneficio esclusivo del grande capitale che svia nei paradisi fiscali.
Non faccio commenti al riguardo, perché fa male alla salute. Voglio vivere quel tantinello in più per vedere rifiorire il rosa in una occupazione integrante impresa e lavoro.

N.B. - I colori, nei grafici, sono stati scelti secondo i criteri di questa tavolozza.
---------------------------- * Nel secondo grafico il flusso è nei due sensi tra Lavoratore <-> r <-> BIG <-> FCI

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