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05 ottobre 2012

Un bel pasticcio!


Un laico nel mistero dell'Entropia. Con questo titolo, nel Corriere della Sera di oggi, Giulio Giorello riferisce dell'uscita del libro di Eugenio Scalfari pubblicato su Meridiani Mondadori, col titolo "La passione dell'etica. Scritti 1963 - 2012".
Giorello scrive:

Il mondo moderno, quello «della necessità professionale della divisione del lavoro», spinge forse a farci accantonare «le domande ultime», però «non le cancella»: esse risorgono tutte le volte che il nostro sguardo si solleva verso il firmamento. Al contrario, per Eugenio Scalfari ciò avviene non nella chiave delle religioni tradizionali, bensì in quella della libertà filosofica: «Quelli che non si accontentano hanno fatto della conoscenza la passione dominante del proprio vissuto». Un tempo gli uomini sognavano «di volare con ali di Icaro verso il Sole», oggi s’impegnano piuttosto a «decifrare i misteri della termodinamica, dell'entropia, delle particelle elementari e del Big Bang».
Chiedo: Che cosa è cambiato da allora quando l'immaginazione puntava a Icaro, a oggi per essere affascinati dai misteri della termodinamica, dell'entropia, delle particelle elementari e del Big Bang? Scalfari crede in Dio oppure in affascinanti misteri? E' il big bang che gli scopre la coscienza di ammettere che i nostri atti sono soggetti alla deontologia? E, in questa deontologia è fondata su ciò che possiamo fare per ragioni etiche, oppure per la rilevanza degli anzidetti misteri? 60 euro per saperlo!

Leggere, gratis, Etica senza Ontologia.
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