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30 dicembre 2019

Mark Eliot Zuckerberg


Perché sia realistico proporre il reddito di cittadinanza, occorre che si realizzino alcune condizioni da considerarsi fondanti per la risorgenza di un’economia non più legata alla moneta ma alle risorse naturali ed umane disponibili. Se consideriamo gli elementi fondanti dell’economia usati dal Keynes, dobbiamo prendere atto che lo sviluppo non possiamo più formarlo considerando il prodotto lordo, ma l’offerta considerata nel suo elemento delle risorse materiali, strumentali ed umane disponibili.

A tal fine, inizialmente, la moneta non potrà più essere oggetto, essa stessa, di scambio, per cui le negoziazioni avranno inizio e fine nel luogo in cui le merci siano estratte o prodotte e cioè dove il cittadino elegge la propria residenza come partecipe nella comunità locale.
Inoltre, la Banca universale locale dovrà trasformarsi in Cassa di risparmio lasciando spazio alla diffusione di Banche d’investimento e gestione che ripartiscono le risorse rigenerabili da ovunque provengano secondo i sistemi di pagamento prescelti. A tanto si può giungere sviluppando le carte di debito che includono il codice bancario dedicato IBAN.
Ciò consentirà l’abolizione del credito al consumo, dando luogo di pagare le tasse contestualmente ad ogni transazione, compreso e saldare contestualmente al suo formarsi, il debito contratto col fisco.
A tal fine occorrerà operare profondi cambiamenti di abitudine e ridefinire il concetto di lavoro da non più intendere come fatica intellettuale o fisica da compensare con una retribuzione, ma come elemento fisico animato e inanimato che attiva il motore dell’occupazione umana in senso individuale e collettivo.

Impresa e lavoro non saranno più concorrenti nel dividersi il plus valore ma collaborativi entrambi con la mira dell'eccellenza attraverso il talento. Ognuno diverrà imprenditore di sè stesso, secondo un paradigma che rispecchirà questi quattro fondamenti:
  1. L’Occupazione è un sistema organizzato di persone e mezzi per la produzione di beni e servizi volti a rendere l’esistenza umana coerente alle dinamiche della natura, della quale l’uomo stesso fa parte, attraverso la gestione del Bene comune.
  2. Il Bene comune è la dote che, in termini reali e potenziali, ogni componente della comunità apporta per la soddisfazione dei bisogni primari di casa, cibo, scuola, salute e tempo libero.
  3. Nella manifattura, lo spazio è l’area su cui giace l’insediamento agricolo, industriale, culturale,  e d'intrattenimento con le relative attrezzature;
  4. Il tempo è il potenziale efficiente della risorsa naturale, umana e tecnica disponibile consumato in modo attivo o passivo
Il primo provvedimento da porre in atto è ridurre la disparità dei redditi tra ricchi e poveri attraverso la graduale istituzione della flat tax e l’abolizione delle aliquote progressive IRPF. In Italia sarà opportuna una chiara modifica Costituzionale. Attraverso la flat tax, tutti i cittadini, saranno posti in posizione paritaria nei confronti delle merci sul mercato perché le merci stesse avranno pari valore indipendentemente dal potere d’acquisto del compratore. Inoltre, la gradualità dell’istituzione dell’imposta unica applicata oltre al reddito medio, libererà dal gravame impositivo la parte del reddito necessaria a coprire i bisogni primari, sicché dovrebbe estinguersi l’invidia sociale e rifar nascere il censo tra coloro che non pagano le tasse perché non hanno un reddito sufficiente per occuparsi in piena autonomia.

Il Secondo provvedimento sarà riformare il codice civile nelle parti riguardanti la comunione e il condominio.
La comunione (art. 1106 - 1116 CC) è una forma di condominio (art. 1117 - 1139 CC) dove le quote di proprietà si presumono uguali.
Tanto nell'una quanto nell'altra forma di proprietà, nessun soggetto ha la piena disponibilità del bene perché, in pratica, il godimento è pari a quello che si ottiene dalla stipulazione di un contratto locazione o di affitto a medio lungo termine.
Mentre lo scioglimento della comunione o del condominio rende necessario mettere sul mercato le quote di appartenenza assumendo un elevato rischio, il raggiungimento dei termini nei contratti di locazione o di affitto non soffrono dell’alea nella compravendita sul mercato immobiliare.

Il problema consiste nel fatto che la grande mobilità che si viene a creare nel mondo per effetto della libera circolazione delle persone, dei beni e dei capitali è necessario che a tutti, sin dalla nascita, sia previsto un tetto sotto il quale esistere.

Come si risolve il problema?

Le forme esistenti di comunione, condominio, affitto e locazione devono essere ridefinite nei rapporti di proprietà e possesso nel senso che la proprietà immobiliare possa essere goduta solo nella sua forma di possesso di beni comuni per ragioni abitative o strumentali. Al riguardo dovrebbero essere aperti fondi comuni immobiliari chiusi con il conferimento delle quote di proprietà dei condomini in modo che ogni fabbricato possa essere gestito in piena autonomia da un Amministratore unico nominato non più dall’assemblea comunitaria ma da quella del fondo, cioè dai comunitari stessi per le quote da loro possedute.

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