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11 febbraio 2013

Si nasce liberi

Alla “Vita in diretta” su RAI 1, qualche giorno fa, ho assistito all’intervento di don Mario Pieracci durante il quale ha manifestato argomentazione contrarie alla istituzione dei diritti civili per le coppie gay. Oltre a quanto ho percepito dal suo dire che pienamente corrisponde  alle mie convinzioni, penso di aggiungere queste mie considerazioni per  adottare uno schema mentale coerente per trattare temi di etica nei rapporti tra le persone interagenti in natura. Oggi, tempo in cui la coscienza viene confusa con la scienza, è necessario ribadire che ogni decisione operativa nasce  dall'immanenza dei fatti che hanno diretta correlazione con la natura, secondo una dinamica insita in un processo coinvolgente i sentimenti e che termina, appunto, con il compimento dell'atto. Ideare, pensare di fare, nonché l'intero processo decisorio, costituiscono  un ordine trascendentale in continuo collegamento con lo scorrere dei fatti secondo la sequela osservare, credere, volere, potere e decidere.
Tale processo contraddistingue la creatività di ogni persona libera.

Queste che seguono sono le argomentazioni.
  1.  L’uomo nasce libero e, diversamente dalle bestie, ha il potere di modificare la natura a suo vantaggio.
  2. Ogni singola persona corrisponde ad un essere unico sovrannaturale la cui libertà si compie col poter fare  ciò che vuole.
  3. Volere e potere sono racchiusi nella libertà di ognuno.
  4. La libertà dell’uno confligge con libertà dell’altro, quando il volere dell’uno non corrisponde al volere dell’altro.
  5. Il conflitto si supera grazie alla reciproca volontà di assumere vincoli condivisi di fare o non fare, ovvero col rendere operativo o escludere, di comune accordo, il proprio volere nel conseguire un vantaggio personale. Questo principio sta alla base dell'etica.
  6. L’uomo, oltre ad essere libero non è solo. Vive in società. 
  7. La società impone obblighi subordinando alcune libertà al compimento di doveri per partecipare nel gruppo.
  8. Libertà di esistere implica il peso di una morale condivisa, ovvero il dovere. I doveri implicano diritti. Diritti e doveri sono subordinati alla libertà di ogni singola persona.
  9. Diritti e doveri sono regolamentati dalla legge e la legge è subordinata al rispetto della libertà di tutti. 
  10. La legge si attua attraverso la giustizia senza risalire ai contenuti morali che appartengono all'intimo di ogni persona. La legge non può trattare la libertà nella sfera dei diritti e penetrare nei sentimenti delle persone. 
L'uomo, pur ponendosi sopra la natura, fa parte della natura e ne è compartecipe. Di conseguenza esiste un ragionevole limite a ciò che l'uomo può volere e il limite esiste in tutti gli atti che può compiere.
Secondo me, sostenere che la natura imponga obblighi come se essa  stessa fosse soggetto di diritti, è ambiguo perché  la natura agisce esclusivamente, per proprio impulso, secondo processi di causa ed effetto generanti fenomeni aventi specifiche frequenze casuali. Ritengo necessario parlare di ordine naturale, e non di diritto naturale. L'uomo  esiste libero di interagire nel bene e nel male secondo il principio che la morale è tesa alla conservazione e allo sviluppo della specie umana. Alla morale devono attenersi le singole persone e le leggi devono essere conformi. Se tutti fossero gay (e qui occorre rifiutare il dilemma se gay lo si è, o lo si diventa)  l'umanità raggiungerebbe in poche generazioni il collasso antropologico. C'è da aggiungere che alla base delle argomentazioni dei gay stanno le considerazioni di carattere sessuale che esercitano un forte impatto sui sentimenti appartenenti alla sfera religiosa, etica ed estetica: sentimenti rientranti nella trascendenza spirituale di tutti così spesso disprezzata se priva dei suoi effetti materiali misurati in moneta.
Persone che si autoproclamano gay non possono sostenere che la loro unione rechi effetti favorevoli all'umanità: in coscienza, essi non possono volere essere gay quando possono volere non esserlo, diversamente dal malato che non vuole, ma non può non esserlo. Costoro devono capire che la loro volontà è sviata e incompatibile con l'ordine naturale. La legge non può prendere in considerazione questa loro libertà  e sono sicuro che, tra qualche tempo, l'ubriacatura della Gay season svanirà. Il risveglio lascerà solo qualche ma di testa a chi l'ha proclamata come moda del momento.
Le questioni relative alla famiglia allargata sono un'altra cosa: oggi si manifesta come male sociale ma, col tempo potrà manifestarsi come opportunità. Mi sono sempre chiesto: perché, nei condomini, si è così litigiosi? Possibile che, a parte quello della famiglia, non si possa introdurre un codice etico specifico per i condomini? 


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