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12 febbraio 2013

La potenza della rinuncia


Ogni corso generazionale è caratterizzato da una Follia intesa come spazio dove i folli sguazzano. L'invadenza di costoro appare dal modo di essere Uomo, SantoIdeatore, Artefice o Guerriero e dal modo di gestire un loro corso accompagnato dalle ideologia che segnano il cambiamento che essi impongono. 
Ho accennato a questo concetto nel post intitolato a Flagias, noto nell'antichità per avere incendiato il tempio di Apollo, e ora ne ripropongo la lettura per osservare, oggi, quali siano i folli persistenti nel mantenere le cose come stanno, quelli che pretendono di cambiare menando proteste ma lasciando a casa le idee, quelli che impongono una loro volontà di cambiare solo per l'élite di appartenenza a danno degli altri, e, infine, quelli che si fanno carico degli errori del passato e pretendono che tutti si adeguino perché tutti possano godere di opportunità per migliorare la qualità della vita.
Tali sono i miei pensieri in ogni occasione di campagna elettorale e, in particolare anche in questa dove, come al solito, compio i raffronti tra i candidati concludendo che Berlusconi è ancora la persona giusta per il posto che riterrà giusto se l'esito elettorale gli concederà di governare con maggioranza sicura.
Come il fulmine caduto in cima al cupolone nella giornata di ieri, poco dopo le ore 11, il Papa ha pronunciato la rinuncia a ricoprire la Cattedra di S.Pietro, lasciando il mondo dei credenti nel Dio uno e trino (i cristiani) attoniti, nonché quelli del Dio Unico (gli ebrei e i musulmani) sorpresi e i laicisti (agnostici e atei) confusi e preoccupati.
L'evento ha colpito anche me e, come tutti che giacciono all'interno della linea che separa la normalità dalla follia, sono attonito, sorpreso confuso e preoccupato.
Il precedente storico del licenziamento di Celestino V, nominato papa per ricostituire il collegio dei cardinali in modo da rendere possibile l'elezione di Bonifacio VIII, non è valido perché, oggi, nessuno tra i cardinali dichiara di farsi papa, il presidente della repubblica francese Hollande, diversamente da quanto fece Carlo II d'Angiò, ha già detto che non ha cardinali da proporre, e il collegio cardinalizio è già completo per ricoprire tutti i seggi del conclave nella Cappella Sistina.
Premesso lo scenario quale oggi lo osserviamo, prima di immaginare chi possa essere il nuovo Papa, credo sia più importante valutare come sarà il nuovo Papa per il mondo, e non come lo confezioniamo per l'Europa, per l'America del nord, per quella del sud o altrove per l'Africa, per l'Asia e per l'Oceania. E così torna logico ripensare a Celestino V, a un prossimo santo come colui che pronunciò il gran rifiuto per dar vita al sorgere delle prime nazioni. Oggi il nuovo Papa donerà ai cattolici di tutto il mondo potenza nel dialogare con le altre fedi  religiose nel suscitare in tutti i popoli sentimenti di condivisione nella consapevolezza della esistenza di ogni persona in Dio: Dio, unico per tutti.

       

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