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Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzione...

05 marzo 2018

ll Principio di Ragionevolezza

Il Principio di ragionevolezza costituisce lo stimolo per rendere
accettabile l’unione di singoli progetti individuali in un progetto complessivo. Così l’incontro degli individui sulle "Intenzioni" eleva la propensione alla concordia rendendo possibile vincolarsi ai soggetti politici per l’intero percorso attuativo, secondo indirizzi di propagazione propri a conseguire una certa finalità di comune interesse.

La cartina di tornasole rivelatrice della ragionevolezza del progetto è la propensione che promana dalle singole persone, ognuna col proprio ruolo, ad accettare i vincoli necessari per la commissione di atti finalizzati al percorso da seguire.
Sin qui ho considerato la persona in senso generale e per le sue caratteristiche che ho illustrato nel capitolo 11.
Col proporre le sue peculiarità affermando che la Persona, è perché: 

FA, HA e SA di saper FARE,

enuncio un principio dal quale occorre uscire per rendere esplicita la dinamica dell’occupazione.
Ogni individuo solo, è solo tra la gente della piazza, ma occorre immaginarlo occupato in qualcosa: noi stessi e tutti siamo occupati da quando siamo in vita. Non si tratta di valutare se l’occupazione sia utile o inutile o si tratti di lavoro retribuito o gratuito. Invece, occorre enucleare, per ciascuna persona, indipendentemente dalla sua occupazione, quali siano le risorse per soddisfare i bisogni immateriali, strumentali e materiali che ognuna di essa palesa, e le condizioni perché i bisogni stessi possano essere soddisfatti.

Nella Tabella C –Profili, Bisogni, Attitudini e Libertà per Contributo, figurano i bisogni (col. g) classificati secondo il loro essere immateriali, strumentali e materiali, e manifestati dagli undici soggetti nella conduzione del rispettivo Contributo (col. a). In essa appare che al contributo immateriale corrispondono i profili del religioso, del filosofo e dell’artista; al contributo progettuale e costruttivo corrispondono i profili dello scienziato, dell’artefice, dell’imprenditore e del commerciante; al contributo mediatico corrispondono i profili del comunicatore e del politico. Infine al contributo esecutivo corrispondono i profili dell’agente e del consumatore: bisogni Immateriali e Strumentali per il primo; e solo quelli Materiali per il secondo.

Tab. C – Profili, Attitudini, Bisogni e Libertà per Contributo


Nella Tabella D - Libertà per contributi sono rappresentati i bisogni scaturenti dai profili (col. c) per le quali, al fine del corretto ed efficiente loro svolgersi, è necessario che siano condotte in Libertà (col. h) secondo le due accezioni che il termine può assumere:
  • Libertà positive, nel senso che è concesso di fare solo ciò che è permesso: ciò significa presenza di vincoli nelle scelte e apporto intellettuale limitato alla sola esecuzione dell’ordine, oppure (Libertà di …), 
  • Libertà negative, nel senso che è permesso di fare tutto ciò che non è espressamente vietato: ciò equivale a constatare che la Persona ha facoltà di agire liberamente e, secondo il suo miglior giudizio, di attenersi agli assunti etici del suo ruolo nel gruppo (Libertà da …).

      Tab. D – Attività Vincoli e Impulsi, Libertà per Bisogni

    Libertà negative sono fissate nei regolamenti e nei manuali d’istruzione, laddove la materia riguarda una sequela di azioni che si succedono le une alle altre col nesso di causa ed effetto (il codice della strada ad esempio). Alle libertà positive corrisponde un diritto positivo fondato sull’assunto in base al quale, ove prescritto, l’azione è subordinata ad un permesso. Libertà negative nascono dagli atti costitutivi dei Gruppi che fissano in modo specifico l’oggetto e lo scopo sociale, lasciando liberi tutti di agire secondo una propria convinzione (A3) deontologicamente condivisa (Libertà d’Impresa, ad esempio). Alle Libertà positive corrisponde il diritto negativo (puoi fare, hai l’opportunità di fare, ma non hai il diritto di fare) fondato sull’assunto in base al quale ognuno è libero di fare tutto tranne ciò che è proibito.
Il sentimento di accettazione che si realizza attraverso la propensione, nasce dal momento in cui chi fa, sa in cosa è libero di poter fare.

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