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05 maggio 2011

Riconoscimento e spiegazione

Trascrivo qui un mio commento sul blog Vivere est philosophari di Vincenzo Fano al suo post La fallacia dei no-go theorems, con riserva di utilizzarlo in altre occasioni.
La percezione degli oggetti esterni” – così scrive Teodorico Moretti Costanzi al capitolo II di Noluntas del 1941 – “appartiene al pensiero spontaneo che si manifesta, nell’atto, come distinzione del soggetto conoscente e cosa conosciuta ed ha perciò la vivezza dell’immediato cui è implicita l’evidenza del fatto: il susseguente giudizio riflessivo sul rapporto mantiene, necessariamente, la distinzione costitutiva di esso e perciò non è spiegata, ma solo riconosciuta …”.

La Spiegazione è un processo che inizia con la Percezione degli oggetti e col loro Riconoscimento; il pensiero opera combinando ogni singola osservazione per individuare interdipendenze. Quando, nello svolgersi di un fenomeno, s’incontra il caso, non è possibile proseguire il ragionamento oltre al Riconoscimento, anche se - in virtù della statistica - può essere individuato  ancora qualche rapporto complesso di causa ed effetto.  Tra Riconoscimento e Spiegazione c’è quindi il buco oscuro nel quale si nascondono le idee create dalla immaginazione: idee che fanno funzionare il mondo, ma che possono anche distruggerlo.
E' questo spazio nel quale la Razionalità cede il posto alla Ragionevolezza generando le convinzioni fideistiche che stanno alla base dell'agire degli uomini.
La Ragionevolezza è cosa diversa dalla Razionalità. La Ragionevolezza supera i rapporti di causa ed effetto ed opera nel campo delle strategie e del gioco, dove la razionalità ricompare nella composizione delle tattiche operative.