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26 luglio 2010

La casa e la sua Anima ... e Al mare

Quanto a nobiltà di lavoro, essere bravo contadino equivale per lo meno ad un titolo di dottore. Sì, tutto ciò è ben detto, ma chi in questa nostra nazione, in cui troppi sono gli aspiranti all’impiego, risponderebbe all’appello?”
Panzini, scrittore dimenticato e, come tanti, ostracizzati dalla cultura oggi appiattita su valori materiali della vita, così scriveva ne’ La Lanterna di Diogene. Più di un secolo è passato da quando il libro apparse, ed oggi, quanto scrisse si rivela profetico perché gli aspiranti hanno ottenuto l'impiego, ma è successo come tra i cani che litigano: là dove c’é un osso, questo dovrebbe servire per altri due! (...)

La citazione del Panzini l’ho trovata scritta nel blog di Bartolomeo Di Monaco alla voce Alfredo Panzini. Da tempo cercavo traccia di questo scrittore e finalmente ho trovato un blogger che riferisce delle sue letture preferite che coinvolgono ben duecentoottantaquattro autori per ognuno dei quali ha preparato un commento di piacevolissima lettura. Tra questi, appunto, il Panzini che ricordo per avermene parlato  nonna Ida, che, col nonno, passava le vacanze estive a San Mauro Mare, vicino a Bellaria, dove, quasi in riva al mare, possedevano una villa: La Torretta. Mi raccontava dei tempi in cui lo scrittore veniva a trovarla: ora, La Torretta, non c'è più perché, durante la guerra, i tedeschi la trasformarono in un bunker.
Come Pascoli poeta, Panzini fu scrittore di piccole cose “rispettose della legge, della moda, del costume”; scrittore di novelle che “non aspirano alla celebrità, ma sarebbero contente di non annoiare”. Così scriveva Panzini, nel 1933, brevemente presentando al lettore le sue “Rose di ogni mese”. Tra queste “La casa e la sua anima” dove, in poche pagine, pacatamente, racconta del cavalier Settimio, "settimo tra dieci tra fratelli e sorelle sparsi in tutto il mondo, che si trovano nell’avita casa” di Verucchio , “ogni tanto, per quindici giorni, per un mese, secondo che piace nella casa paterna”. Un semplice quadretto nel quale leggo la storia della mia famiglia che ha ancora un luogo ideale di riferimento per noi tutti (nonni,  genitori,  me stesso con miei fratello e  sorella, i miei figli con i miei nipoti), che abitiamo ovunque le vicende di questo mondo ci hanno condotto.
Rileggo oggi questa novella, penso a mio zio che vendette la casa col consenso dei fratelli e mi chiedo se la casa di Verucchio bianca accecante, che domina ancora sulla Val Marecchia verso tramonto, conservi ancora la sua anima!
Trovarsi nell’avita casa? Tentare un incontro su face book o coltivare il sogno di rivederci tutti a Verucchio?
Rose di ogni mese”, non è una novella: è la storia del mondo che stenta a cambiare per ritrovare sempre sé stesso!
Il mio commento sul blog di Bartolomeo Di Monaco.
°°°
La Torretta è ricordata nel bel racconto “Al Mare” di Raffaele Bonomi nella raccolta “Amarcord” che prossimamente l’Autore porterà in discussione sul portale.

Per ora il testo è leggibile in anteprima qui: Al Mare

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