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14 giugno 2010

La Camicia di Meo

Troppi pensano che la libertà debba pesare sulle spalle degli altri.
Ma - dico - la nostra Repubblica dovrebbe tutelare la libertà dei cittadini che usano il telefono per i fatti loro, oppure solo quella dei giornalisti per consentir loro di trascrivere le conversazioni intecettate sui giornali?
Per favore! Perché non s'impostano i problemi con ragionamenti lineari, semplici, e mondi dai sofismi della dialettica?
L’ipocrisia trabocca sui massimi livelli quando vedo scrivere che una telefonata è un fatto; che un fatto non è censurabile; che il pensiero non può svilupparsi senza la conoscenza del fatto (telefonata).
Tanto premesso, ci vorrebbero convincere che la libertà sia vulnerata dal divieto di diffusione indiscriminata del contenuto delle conversazioni telefoniche private.
Cui prodest?
A mio sommesso parere, più delle sanzioni auspicate dal disegno di legge in corso di discusione in parlamento - che, a mio modesto parere, non verrebbero mai applicate, - è necessario ed urgente delimitare i confini della responsabilità degli atttori in magistratura e nel giornalismo, con interventi mirati tramite le loro Associazioni ...
Ma, questa è l’altra camicia di Meo perchè riguarda la riforma della giustizia che dovrebbe essere pensata col solo scopo di mettere sul campo giudici  coscienti di ciò che fanno!

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