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18 marzo 2008

Turn off/on Pechino 2008

Domenica scorsa Manuel sul suo blog, col titolo, “Turn off Pechino” sostiene che la questione delle Olimpiadi 2008, come ogni cosa, presenta due punti di vista: quello del business e quello morale.
Mette a confronto il costo astronomico che comporterebbe la non partecipazione alle gare sportive di tante squadre nazionali in un contesto organizzativo la cui grandiosità si preannuncia al massimo storico, a fronte degli atti atroci che la Cina mette in atto contro i monaci buddisti e contro la popolazione del Tibet; così mostrando al mondo di considerare i diritti umani come se fossero carta straccia.
Manuel sostiene che la difesa della vita e della libertà supera l’onere di qualsiasi forma di sacrificio di natura economica o materiale e, pertanto conclude di aderire al movimento “Turn off Pechino 2008".
Qui si può leggere l’articolo ed i relativi commenti, tra i quali anche il mio che qui riporto integralmente.
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Penso che non sia opportuno boicottare le olimpiadi. I monaci non chiedono una risposta violenta.
Occorre peraltro che non si ripeta quanto successe alle olimpiadi di Berlino nel 1936 durante la quale troppo spazio ebbe la Germania, organizzatrice dei giochi, per propagandare la superiorità della razza tedesca.
Oggi non è più questione di razza, ma questione di diritti umani. La Cina li calpesta in nome di un’ideologia che conduce a considerare il collettivismo come scopo ultimo dell’esistenza umana ed usa la persona come oggetto da sfruttare e non come soggetto libero di avere le proprie convinzioni, specie quelle religiose.
L’Occidente deve essere unito per portare la Cina a riconsiderare il proprio dominio non più nell’ottica di conquista etnica e territoriale, ma di integrazione nel pieno rispetto dei diritti umani. La chiave sta nel WTO.
A mio parere, l’Occidente, nel suo insieme, ha la forza necessaria per condurre la Cina a più miti consigli; il WTO – sottoscritto anche dalla Cina - esiste appunto per superare gli accordi bilaterali che l’hanno portata ad occupare una preoccupante posizione dominante globale.
Ebbene, i paesi che vi aderiscono, smettano di cercare di riconquistare le proprie posizioni in questo o quel ramo di commercio ed inizino a rompere i propri accordi, iniziando dal petrolio.
So di scivolare su un tema più grosso di quello qui proposto, ma occorre considerare che in tema dei diritti umani, la questione religiosa e quella delle etnie, non riguardano solo il Tibet e la Cina. Più vicino a noi ci sono la Serbia ed il Kossovo, ad esempio!
La sofferenza umana va alleviata ovunque nel mondo! Perseguitare le persone per le idee che hanno o per il loro essere non serve più a nessuno.
Le risorse governate dalle tecnologie a disposizione dell’umanità sono sufficienti per vivere tutti quanti in felice concordia.

°°°
Rileggendo questo commento, che, come tanti, vengono scritti di getto trascurando la necessità di chiarire qualche passaggio logico, osservo che non è sufficientemente giustificata l’importanza de WTO, nel contesto dell’argomento che ho trattato.
Ritengo di farlo in una prossima occasione in questo mio blog o nel sito, dove ho già accennato all’argomento nel suo contesto storico (Tsunami), ma non economico.
Comunque, personalmente, sono molto partecipe alla protesta e spero che in tutte le squadre, per l’intera durata dell’accensione della fiaccola, viva quel sentimento di unità e concordia sportiva che si è manifestata sempre anche nei periodi più bui dello scorso secolo. Nell’antica Grecia le guerre cessavano durante il periodo olimpico! Speriamo che la Cina condivida questo spirito e, per qualche mese, riconsideri con più serenità il suo progetto politico.
Questo è il mio appello e la mia preghiera!

5 commenti:

  1. Ciao sono Manuel. Ti ringrazio per aver citato me ed il mio post in questo blog. Solo non capisto una cosa.. perchè hai messo il punto di domanda dopo il mio nome?? Pensavi fosse un nome d'arte :-)..

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  2. Sono sempre molto diviso quando si vuole cercare di imporre una certa linea di pensiero ad uno Stato sovrano, quale è la Cina. Loro stanno facendo le loro scelte, e giusto o sbagliato ne pagheranno el conseguenze con il tempo.
    Un problema è che i diritti umani vengono considerati alla stregua di un trattato, che si potrebbe anche non sottoscrivere; invece quelli che esistono, quelli che la natura ha reso tali, sono vincoli imprescindibili, a cui non ci si potrebbe dover sottrarre. Peccato che l'ONU sia un organismo fantoccio e non possa far rispettare un bel nulla.

    La questione Olimpiadi è ovviamente delicata: magari la gente comune voterebbe con un plebiscito la non partecipazione della propria nazione (sull'onda emotiva del Tibet), ma i governi devono fare anche i conti con la potenza economica cinese. Da loro si producono moltissimi beni di consumo e a loro se ne vendono altrettanti; il boicottaggio potrebbe aprire una profonda crisi economica (che personalmente sarei anche propenso ad auspicare). Sarà un gioco sottile: occorrerà spostare l'attenzione sull'evento sportivo piuttosto che sul paese Cina.

    Se devo essere sincero il popolo cinese mi è simpatico, forse più per il glorioso passato che per il presente. Spero a breve di poter conoscere i miei colleghi cinesi e farmi una chiara idea di come siano. Purtroppo l'ideologia comunista ha rovinato una mentalità così vivace, molto simile a quella europea, rendendo la gente insicura e poco propensa all'iniziativa personale (non parlo di imprenditoria). Penso però che senza il sistema totalitario l'uscita della cina dal 3° mondo non sarebbe fattibile; a volte servono decisioni impopolari.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Ma che ca**o di commenti ti sono comparsi? Sembra spam puro; praticamente c'è riferimento a qualsiasi argomento.
    dovresti cancellare questi commenti infausti.

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  5. E' spam! Ho attivato la funzione solo,iscritti per i commenti.
    Pietro

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