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18 febbraio 2008

Propensione ad agire

Nel contesto storico, la reattività sociale tende a migliorare la propria efficienza quando:
data una certa disponibilità di risorse per soddisfare i bisogni, il processo è mosso dal principio di ragionevolezza che caratterizza l'operare delle persone per conseguire obiettivi le cui finalità sono accettabili perché sperimentalmente certe, oppure, se in difetto di certezza, le conseguenze che ne derivano sono gradite o meno prima di metterle in atto.

In entrambi i casi le persone sono ragionevoli perchè compiono azioni le cui finalità sono logiche oggettivamente e soggettivamente: la differenza sta solo nella certezza o meno del risultato sperato prima di agire.
Questo processo nasce dalla teoria delle azioni non logiche di Pareto e, in un sistema deterministico nel quale può essere esaudita solo la domanda corrispondente a beni quali - quantitativamente valutabili, la reattività si manifesta capace di ricostituire, anche nei momenti nei quali si muovono eventi di grande cambiamento, uno stato di sostanziale equilibrio.

Ma perché questo equilibrio si realizzi, occorre anche che la società, nel suo insieme, sia in grado di agire in modo coerente e che tutti gli agenti, prima di assumere un ruolo nel contesto organizzativo di appartenenza, prendano coscienza dei rischi comportanti le azioni che devono svolgere, manifestando la propensione a soggiacere ai vincoli comportanti la cessione di parte della libertà.


In contropartita otterranno vantaggi per il progetto di vita che ognuno ha per sé.
In una democrazia dove i principi di libertà sono largamente osservati e dove il processo politico si sviluppa secondo il principio di ragionevolezza, la propensione si manifesta con un atto volontario; laddove, invece, questo processo si manifesta in modo distorto per la presenza di istanze ideologiche giustificative mosse da sentimenti volti a commettere atti non ragionevoli, il consenso non deriva più da una adesione volontaria, ma da una costrizione più o meno intensa.


Ritengo di individuare tre modi del manifestarsi della propensione che ritengo presenti in grado più o meno elevato nelle nostre moderne democrazie:

A. Propensione coatta. E' il caso nel quale le persone sono costrette ad unirsi alla classe determinata dal loro rango sociale;


B. Propensione indotta. E' il caso nel quale le persone fanno parte di un'associazione per curare gli interessi per l'esercizio delle proprie attività, oppure per tutelare i diritti lesi per qualche circostanza di danno emergente o subito;


C. Propensione volontaria. E' il caso nel quale le persone coltivano un'idea e si associano con l'impegno di professarne la diffusione compiendo missioni di proselitismo.


Oltre i confini di A. e di C. la propensione si manifesta come istintiva. E' il caso nel quale le persone manifestano al fine di liberarsi da ogni vincolo ed obbligo verso gli altri concependo la vita come tempo da trascorrere solo per sé stessi e per concedere niente agli altri.


Qui allegato abbozzo uno schema su come si articola la reattività sociale secondo il modo di manifestarsi della propensione ad agire.

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