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02 maggio 2017

26. La Matrioska*



La chiave di volta per raffigurare gli aspetti sociali dell’umanità, consiste nel percepire quali siano i ruoli della Matriosca e dei bambolotti che vi sono inseriti. Si tratta di soggetti che conducono l’esistenza con la convinzione che il loro operare insieme, sia coerente col modello residuale in cui la libertà sia da loro percepita e ricavata dall'utilità che producono quale appare dal volto della Matrena che, sempre fiorita e sorridente, li contiene tutti. 
In altre parole, nella Matriosca, i bambolotti sono Persone, che interagiscono tra loro manifestando una certa Reattività, cosicché l’equilibrio sociale Es nasca da un generatore costituito dall’apporto di agenti che considerano vincoli solo gli obblighi che assolvono volontariamente. Il generatore stimola la propensione che si trasforma in atto individuale il cui effetto congiunto a quello di tutti, appare esternamene come un “unicum”. Il comportamento della Matrioska associata ad altre Matrioske, contribuisce appunto a formare – altre Matrioske che da singole possono crescere disgiunte o congiunte come interne ad altre sino al punto di mostrarsi sola.

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In ogni momento della storia, per ogni famiglia, tribù, etnia, o popolazione, è possibile predisporre un modello teorico che tenda a rendere concreta l’anzidetta massima utilità per ogni suo singolo componente e per l’intero corpo sociale. E, senza dubbio, tale modello è ottenibile anche per le evenienze della nostra epoca e per ogni popolazione che occupa la terra, sicché è possibile immaginare una Grande Matriosca e tante altre Matriosche più piccole, quante sono le Nazioni esistenti.
Se osserviamo la realtà sociale in modo globale, si osserveranno scostamenti tra la Matriosca teorica e quella reale; come anche si rileveranno differenze nel confrontare quelle di ogni singola degli Stati all'interno delle Nazioni.
Non si tratta di costringere gli italiani ad essere una Grande Matriosca, né quella degli austriaci, russi o sloveni; ma di osservare se le popolazioni in Italia siano sufficientemente omogenee tra loro per costituire un insieme idoneo per la sua integrazione in una Grande Matriosca. Se, al momento, l'una è più o meno efficiente non ha importanza, perché la reattività va valutata non tra le singoli ma nel complesso riguardante la popolazione globalmente considerata ... e se la Matriosca è troppo grande conviene lasciar vuota la Matrena e farne venti come di fatto sono la Regioni italiane + le comunità che risiedono all'Estero. 
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Prima di proporre come procedere, è necessario dire quanti e quali sono i profili dei personaggi che compongono la Matriosca.
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La persona con le sue risorse nell'ambiente

Per spiegarmi ancora meglio, immagino che il contenitore del modello residuale sia la Matriosca che sta sullo scaffale del mio studio. Utilizzo cinque dei sei bambolotti ognuno dei quali esprime peculiari qualità residuali. Peraltro, va tenuto presente che la Matriosca, in quanto può essere composta o scomposta, assume il profilo di cinque personaggi ognuno dei quali nei ruoli di visibile esterno vuoto/pieno o non visibile interno vuoto/pieno, qui elencati in ordine di grandezza, il profilo di ognuno dei quali è il seguente: 

1. la Matrioska quando racchiude in sé tutto il suo contenuto formato da individui socialmente legati gli uni agli altri. Se in un Nazione si riscontrano gruppi non integrati, questi vanno trattati separatamente;
2. la Matrena è la Matrioska svuotata dal suo contenuto. Peraltro, vuota o piena, è la più brava nel saper fare presto e bene. La professionalità creativa dei regatanti di America's Cup che si fanno muovere dai capricci dei venti del mare sono il modello per rappresentare la potenzialità dei pionieri, di coloro che smuovono la società adeguandola ai cambiamenti producendo Residui di I Classe ricadenti nell' Istinto delle combinazioni generanti in ogni caso azioni non logiche comprese nella Classe Seconda generi IVa e IVb (fini giustificati oggettivamente: si e soggettivamente: sì rispettiva-mente accettati o non accettati dal soggetto se li conoscesse);
3. il Fratello maggiore rappresenta la professionalità che si estrinseca in modo da non lasciare nulla al caso. L’abilità dei piloti della pattuglia delle Frecce Tricolori e di tutti coloro che sanno tenere in equilibrio tutte le componenti umane e materiali sulle quali esercitano il loro controllo esprimono Residui di II Classe ricadenti nella Persistenza degli aggregati generanti in ogni caso Azioni logiche comprese nella Classe Prima (fini giustificati oggettivamente: si e soggettivamente: sì);
4. il Fratello minore rappresenta la confluenza di tutte le manifestazioni umane di gruppo in un ordine sociale costituito come quelle espresse dalla Gente comune, dalla Matrena ed del Fratello maggiore. In pratica rappresenta l’intero corpo elettorale della Nazione inteso come classe unica; formano Residui di Classe III, IV, V e VI orientati a scopi di socialità generanti in ogni caso azioni comprese nella Classe Seconda genere II (fini giustificati oggettivamente: no e soggettivamente: sì);
5. Il Fantolino intende esprimere la reattività sociale di quanto resta di non logico e d’immaturo nelle manifestazioni stimolate da bisogni primordiali che tutta questa umanità - che è la stessa rappresentata dal Fratello minore cioè gente comune - esprime nel gestirsi per il solo fatto di esistere. In pratica rappresenta la parte del corpo elettorale che non vota o vota senza idee seguendo un percorso politico conflittuale e non collaborativo. Formano Residui di Classe III, IV, V e VI generanti in ogni caso Azioni non logiche di Classe Seconda genere I (fini giustificati oggettivamente No e soggettivamente No) e genere III (fini giustificati oggettivamente: No, e soggettivamente: Sì).
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Quando la Matrioska è composta, ribadisco che ben si possa sostenere che rappresenti la reattività sociale dell'intera società di una Nazione e che possa ricavarsi un modello sul quale progettare, sulla base di un fantolino socialmente ben integrato, la crescita del Fratello Minore facendolo avvicinare, ove lo volesse e ne avesse le capacità, al Fratello Maggiore.
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Sinora ho rappresentato la civiltà come il succedersi di fasi di rinnovamento alternate a fasi di decadenza: un fenomeno che, nel complesso, si manifesta come cambiamento. Invece, ho trascurato il fatto che questo fenomeno è comunemente inteso come progresso.
A mio avviso, confondere il cambiamento col progresso costituisce una falsa rappresentazione della realtà. Infatti il progresso non produce il cambiamento: è solo una faccia di esso e riguarda solo l'aspetto tecnologico infuso nelle attività umane, cioè quell'elemento che considero come unica variabile nella socialità della Matrena e costante in quella di Fratello Maggiore. Il progresso, strettamente congiunto ad altre Follie, getta le basi al cambiamento e, quando è assimilato determina, nel Processo storico, una fase ciclica: un'epoca, o per dirla con gli storici, un evo.
Faccio questa precisazione perché l'errore è molto diffuso ed è fonte di gravi distorsioni nella politica sociale perché si va diffondendo, tra coloro che si denominano progressisti, la falsa idea che l'emancipazione della Persona sia determinata dal progresso scientifico! No! La Persona non evolve: in ogni tempo è capace di fare o incapace di fare. Fare cosa riguarda cosa possiede per fare, e come usa le cose per vivere. Aumenta solo il suo potere di agire, sotto l'ombrello della razionalità su un numero sempre maggiore di elementi regolatori della sua vivenza! Ma la qualità della vivenza la determina sempre lui: la Persona cosciente ed immutabile di sempre, ovunque abiti!
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Quanta parte di razionalità c'è nel cambiamento del modo di vivere umano?

Fëdor Dostoevskij ci ha dato una grande lezione: Se ogni cosa sulla Terra fosse razionale, non accadrebbe nulla. Entropia, entro la quale l’unica cosa vera sarebbe la morte!
E invece accade di tutto, e, se accade qualcosa per muovere la socialità in modo imprevedibile, vuol dire che ci sfugge un accadimento BANALE, NON logico, NON sperimentabile e NON riproducibile ma VERO.
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Stalin e Hitler personificarono ottimamente il Fantolino, invero, non secondo logica dell’immanenza, ma in quello della trascendenza dove gli accadimenti si svolgono come nell’interno della Matriosca: i due tiranni – e poco importa che l'uno fosse nazista e l'altro comunista - rimasero Fantolini per tutta la vita senza aver mai seguito un regolare percorso di crescita: Fantolino->Fratello minore->Fratello maggiore->Matrena. Al contrario, rimanendo immaturi nel pretendere di impersonare caparbiamente tutti gli altri nel rubare la libertà a chi avesse potuto essere loro di ostacolo ai loro mostruosi disegni, si appropriarono del potere della Matriosca. Cosa ottennero? Niente per loro e miseria per gli oppressi! Giocarono come bambini con giocattoli pericolosi per loro e funesti per gli altri!!
Nessuno dovrebbe impadronirsi del potere della Matrioska, ma d'altra parte, tutti possono aspirare ad impersonare la Matrena.
Ancora oggi, alcuni ripetono lo stesso errore. Dotati di scarsa cultura, iniziano con illudere i fantolini con false teorie (le fallaci ideologie richiamate da Pareto) e giungono a dominarli strappando loro la coscienza senza emanciparli a livello di Fratello minore. Così creano sudditi che inducono a dover vivere nella Fattoria di animali immaginata nel 1944 da Orwell nel libro omonimo la cui lettura, come il Pinocchio[1] di Collodi che dovrebbe essere imposta in tutte le scuole del mondo.
Mi giunge il ricordo di questi testi perché, nel nostro tempo incerto durante il quale scrivo questo libro, osservare l'ascesa politica di certi personaggi, la cui cultura non credo superi la scuola di partito, mi ha fatto ricordare le stesse impressioni di quando, ai tempi di Hitler e Stalin, lessi, da ragazzo, quei libri.

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*Qui è trascritto il Cap. 26 nella V Parte - Profili e Regimi di Oltre il tempo - Persona e Società - Volume secondo.




[1] Nella versione originale; non in quella falsificata dalla Disney.

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