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11 marzo 2017

Così piccolo che più piccolo non c'è.

Domande senza risposte?
Saint-Exupéry: Il Piccolo Principe

Sto al centro di quanto accade nel mio mondo.
Nonostante la vista sia profonda ed estesa, la contemplazione non supera la cerchia circoscritta dei miei interessi.
Così mi trovo al centro dell'universo e il mio universo corrisponde a ciò che serve per condurre il progetto esistenziale.
Rovesciando il punto di vista, diventando io stesso universo come riesco ad osservarmi?

In senso generale, l'ombra del mistero pervade su tutto perché la scienza non riesce a costruire un rapporto di biunivocità dei punti di origine di osservazione perché siamo dentro l'Universo e non fuori.
Ecco dunque la ragione per cui non vediamo né comprendiamo il Creatore ma percepiamo solo poche delle sue tracce, quelle del punto dal quale lo si osserva.


Dio c'è: si nasconde dietro i nostri strumenti o comprende noi con i nostri strumenti che lo cerchiamo?
Se siamo simili a Dio potrebbe essere dentro di noi l'eta-beta che ci cerca come noi cerchiamo il fattore di ciò che percepiamo coi sensi e con i nostri strumenti di misura?
In tanti hanno trovato la risposta.
Papa Francesco in una intervista rilasciata a padre Antonio Spadaro dice:
Addomesticare le frontiere significa limitarsi a parlare da una posizione distante, chiudersi nei laboratori. Sono cose utili, ma la riflessione per noi deve sempre partire dall'esperienza.
Come l’uomo comprende se stesso
Chiedo allora al Papa se questo valga anche per una frontiera culturale importante che è quella della sfida antropologica. L’antropologia a cui la Chiesa ha tradizionalmente fatto riferimento e il linguaggio con la quale l’ha espressa restano un riferimento solido, frutto di saggezza ed esperienza secolare. Tuttavia l’uomo a cui la Chiesa si rivolge non sembra più comprenderli o considerarli sufficienti. Comincio a ragionare sul fatto che l’uomo si sta interpretando in maniera diversa dal passato, con categorie diverse. E questo anche a causa dei grandi cambiamenti nella società e di un più ampio studio di se stesso…Il Papa a questo punto si alza e va a prendere sulla sua scrivania il Breviario. È un Breviario in latino, ormai logoro per l’uso. E lo apre all’Ufficio delle Letture della Feria sexta, cioè venerdì, della XXVII settimana. Mi legge un passaggio tratto dal Commonitórium Primum di san Vincenzo di Lerins: ita étiam christiánae religiónis dogma sequátur has decet proféctuum leges, ut annis scílicet consolidétur, dilatétur témpore, sublimétur aetáte Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età»).

1 commento:

  1. In tanti mi chiedono il senso di quanto scrivo qui. Ebbene solo per dire che anche il paradigma etico religioso segue il più veloce cammino della scienza e della tecnicità. Ma non si tratta di aggiornamento. Si tratta di adeguare la lettura dei testi alla evoluzione dei rapporti umani. I 10 Comandamenti sono immutabili e tutti non contraddicono le quattro religioni storiche.

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