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08 maggio 2015
Specializzazione, Riduzione e Semplificazione
10 aprile 2015
TEORIA DELLA STUPIDITÀ (Post di Sergio Rubino)
| Diagramma stupidità di Carlo Maria Cipolla, |
Chiunque, tra voi, saprebbe riconoscere una persona di spiccata
intelligenza usando solo pochi accorgimenti.
Di contro, perché mai nessuno si é interrogato sulla stupidità
umana ?
Chi è uno stupido e cosa lo contraddistingue?
-È necessaria una teoria della stupidità-.
Dalle azioni compiute ognuno di noi trae dei vantaggi o delle
perdite e allo stesso tempo determina un vantaggio o una perdita per qualcun
altro. Intendo vantaggi o perdite in senso ampio; non solo materiale o
economico, ma anche psicologico, emotivo, etc.
Rappresento questo concetto in un grafico:
- asse delle X: guadagno per sé;
- asse delle Y: guadagni per gli altri.
Il piano cartesiano risulterà diviso in 4 quadranti, ognuno
dedicato ad un tipo di persona. Numerando i quadranti come indicato in figura:
1) INTELLIGENTI = Nelle azioni e comportamenti portano dei
vantaggi sia per sé che per gli altri.
2) BANDITI = Nelle azioni e comportamenti portano dei vantaggi
per sé, ma creano svantaggi agli altri.
3) SPROVVEDUTI = Nelle azioni e comportamenti portano degli
svantaggi per sé, ma creano vantaggi agli altri.
4)
STUPIDI = Nelle azioni e comportamenti portano degli svantaggi sia per sé che
per gli altri.
Eccoli qua gli STUPIDI; sono persone che causano un danno a
terzi, senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una
perdita.
Gli stupidi sono imprevedibili e tipicamente i non - stupidi
tendono a sottovalutarne il numero.
C'è da dire che nessuno appartiene stabilmente ad uno dei
quadranti: la vita é un fluire dinamico tra intelligenza, ingenuità, disonestà
e stupidità.
Quanto meno adesso sapete chi evitare, o chi evitare di essere,
mentre fate la fila in banca.
Commento di Pietro Bondanini
Credo che sia necessario collocare il grafico in un contesto
più vasto perché è parte di teoria concorrente a completare una teoria già
esistente. Qui l'intelligenza viene attribuita a chi opera per recare
benefici agli altri e vantaggi per sè. Ma questa non è l'intelligenza: è un
assunto etico secondo il quale uno sprovveduto/stupido che inconsciamente operi
in tal senso sarebbe altruista. No non va bene. Non si può cambiare il significato
delle parole. Il grafico vorrebbe dimostrare che l'intelligenza faccia premio
sulla bontà d'animo. Così non s'intenderebbe discriminare solo gli intelligenti
dal contrario stupidi, ma anche gli intelligenti dagli sprovveduti e dai
banditi, quando invece sono gli altruisti/egoisti da discriminare tra i buoni e
i cattivi da contrapporre agli sprovveduti. Banditi e stupidi non possono
trovar posto nella società.
Risposta di S. Rubino
Intanto
grazie per il commento: trovo solo ora il tempo di risponderLe.
Credo l'intelligenza, che di per sé non ha
definizione univoca e generale, sia inserita in questa teoria come contrario di
stupidità: è quest'ultima ad essere il filo conduttore.
Vedo
questa come una valida provocazione mirata ad individuare chi sia stupido, più
che il contrario. Una provocazione soltanto.
D'altronde,
in un sistema complesso e non lineare, quale è quello sociale, è pressoché
impossibile prevedere le conseguenze (nel bene e nel male) delle azioni e la
casualità mette a dura prova buona e cattiva fede, rendendo inapplicabile una
teoria che fondi sui postulati di Cipolla.
Nello stesso libro si trovano le cinque leggi fondamentali della stupidità:
·
Prima Legge Fondamentale: Sempre
e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in
circolazione.
·
Seconda Legge Fondamentale: La
probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra
caratteristica della persona stessa.
·
Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una
persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo
di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura
subendo una perdita.
·
Quarta Legge Fondamentale: Le
persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone
stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in
qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi
con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
·
Quinta Legge Fondamentale: La
persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.
Come
si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per
indagare il comportamento umano:
·
Danni o vantaggi che l'individuo procura a se stesso
·
Danni o vantaggi che l'individuo procura agli altri
Creando
un grafico col primo fattore sull'asse delle
ascisse e il secondo sull'asse delle ordinate si ottengono quindi quattro
gruppi di persone:
·
Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio
vantaggio e quello degli altri
·
Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano se stessi e
avvantaggiano gli altri
·
Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri
e se stessi
·
Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri
per trarne vantaggio
25 febbraio 2015
Un Monumento alla libertà religiosa
| Costantino Augusto il Grande |
Ora mi riferisco alla penosa polemica sorta in questi giorni, in merito alla collocazione di una copia della Statua della Madonnina in una piazza di Milano, per suggerire che sarebbe più opportuno proporre un monumento da erigere in centro della Piazza Lombardia per celebrare il Grande evento che fu l'Editto di Milano. Da allora fu proclamata la libertà religiosa a oriente e ad occidente dell'impero romano. Nonostante il fatto che già esista una statua di Costantino a San Lorenzo, sembra opportuno celebrarlo di nuovo ponendolo accanto a Licinio Augusto, seduti in panchina, con la scritta del seguente testo dell'editto.
| Licinio Augusto |
Chi potrebbe opporsi a questa proposta? Il cristiano perché la libertà è anche di chi professa una religione diversa dalla sua? L'ebreo o il musulmano perché la libertà fu concessa anche ai cristiani? Il miscredente perché considera chi crede in Dio un perdigiorno? L'ateo perché è convinto di esser lui il vero dio?
08 febbraio 2015
Lo spazio europeo: sguardi da sud per inventare il comune - dialogo con ...
E' possibile reinventare il comune attraverso la lotta di classe?
Ascoltare dal minuto 45 per capire se è possibile.
-->
03 febbraio 2015
Libertà e Lavoro
01 febbraio 2015
FERRARA, MARTEDÌ 16 SETTEMBRE 1947
Avevo 13 anni. Un motocarro passa sotto casa dove abitavo
con la mia famiglia. Un ex partigiano, in piedi sul pianale, annuncia, dal
megafono, che alle 16 sarebbe stata distribuita, lungo il Corso della Giovecca,
la copia della Costituzione secondo il testo appena approvato nell’ultima
seduta dell’Assemblea. All’ora prevista, mi recai sul posto. Con qualche
ritardo e intrufolandomi nella ressa, riuscii ad averne una copia. Portai
a casa questa primizia e, dopo cena, con Papà e mio fratello, si iniziò leggere la Costituzione. La lettura non andò oltre l'articolo 1.
Il testo risultava diverso da quello del progetto
originario quale fu presentato dalla Commissione per la Costituzione alla
Presidenza dell’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1947 che recitava:
Dal testo traspariva l’esclusione degli imprenditori,
degli artigiani, dei commercianti e degli esercenti le libere professioni che
avrebbero invece dovuto rientrare nella categoria dei lavoratori - pena la loro "non partecipazione" effettiva …
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Si era
passati a fondare la Repubblica solo sul lavoro, spogliando il cittadino della
sua propria personalità di lavoratore e riducendolo a produrre, in modo coatto, sulla base di pianificazioni
economiche e sociali.
-->
22 febbraio 2014
Padoan all'economia: una speranza compiuta?
Sono impaziente di conoscere ciò che ci racconterà il neoministro Padoan al suo rientro dal G20 in Australia.
Quando un uso, una moda, un costume
si trasforma in abitudine inveterata, ne risentiamo disagio,
ma sopportiamo perché ci sembra impossibile modificare - insieme - il
percorso consueto della nostra vita. Dal disagio nascono i miti, cioè
degli accidenti che nessuno sa spiegare ne capirne l'origine: come e perché ci
mettiamo la cravatta per andare in ufficio. Altrieri, come tutti, ancora ignaro su
chi sarebbe stato scelto per coprire la carica di Ministro dell'Economia tra i sedici
del Governo Renzi, aggiunsi un commento al post su Facebook di Vincenzo Fano,
che rimanda ad un altro suo, scritto sul blog Viverestphilosophari, intitolato
"Miti sulla crisi Economica". Dal testo individuo quattro miti ma
l'elenco non ha fine se consideriamo che i tanti punti di forza della
nostra Italia saranno vani sino a quando, le false credenze alle quali ci conformiamo per gestire gli affari, sul lavoro e durante gli intrattenimenti non saranno sostituite da convinzioni più ragionevoli.
27 dicembre 2013
Rapina di Stato
I cittadini italiani saranno mai capaci di riacquistare un senso politico appropriato perché solo chi sia bravo, onesto e consapevole possa accedere alle stanze del potere per ricondurre la società ad equilibri compatibili con una vita civile decente?
Pareto ci ha insegnato che l'ofelimità designa la qualità fondamentale degli oggetti economici: cioè il loro valore non sempre corrisponde al beneficio che attendiamo dal loro uso. Ne consegue che il prezzo delle merci si stabilisce secondo il principio dell'ofelimità e non secondo la loro utilità.
In ogni caso,
l’utilità del bene nel soddisfare un bisogno, indipendentemente dal fatto che il bene
stesso lo soddisfi effettivamente, si esaurisce con la sua ofelimità per cui,
sul piano dell'economia, quanto giunge sul mercato, prima di essere
utile è ofelimo, cioè favorevole e idoneo per essere proposto in vendita. Il prezzo di un orologio svizzero può superare cifre di
quattro o cinque zeri, quando, per conoscere l’ora, oggi, basta guardarla sul
telefonino; un grammo di cocaina non ha prezzo per chi ne ha dipendenza e, a
tutti è noto che la cocaina, oltre ad arrecar danno alla salute, produce guasti
psichici e sociali incalcolabili. Il bisogno si misura in quanto si
è disposti a pagare per ottenere ciò che è necessario o che si desidera. L'economia giocata
sul desiderio, orienta le persone su mezzi creduti idonei per soddisfare bisogni inconsistenti; le persone sono incoscienti e sprovvedute quando seguono percorsi che si esauriscono nel
consumare la cosa stessa per ciò che credono
che sia capace di restituire; di contro le persone preparate, coscienti e consapevoli, prima di consumare, valutano i loro bisogni,
indipendentemente dai desideri, sulla base del budget dedotto dal proprio
progetto esistenziale, e, conseguentemente, orientano la scelta in senso
efficace su quanto occorre al proprio percorso di vita.
18 dicembre 2013
All'alba della libertà
Basta produrre diritti peculiari a danno della comunità, e privilegi che abbattono la concorrenza nello scambio dei beni sul mercato.
E’ orribile vivere in uno stato che confonde l’etica col diritto.
Il solo fatto di enunciare un diritto alla vita è assassinare la libertà, una libertà che poggia su tre pilastri:
L'etica si fonda sulla libertà e non sul diritto che la spegne quando l'ordinamento dello Stato prevede che il cittadino debba conformarsi alla legge e non il contrario, quando sarebbe corretto prevedere che la legge debba accordarsi alle esigenze del cittadino.
- libertà di vivere,
- libertà di intraprendere,
- libertà di creare.
Normale è pensare che le persone siano oneste e educate.
25 settembre 2013
Azione e Responsabilità
Il circuito intercorrente tra Coscienza e Responsabilità non si esaurisce in un mero gioco d’Istinti governati dalla Raziocinio, ma in un orizzonte più vasto misurabile nel grado di Ragionevolezza con cui ognuno palesa la volontà di indirizzare le proprie tendenze.
Viene spontaneo pensare che il giudice debba essere giusto, il militare forte e l'imprenditore prudente: in realtà giudice, militare e imprenditore devono praticare, tutti, le tre virtù.
Il giudice debole e imprudente pratica male la giustizia; il militare ingiusto e imprudente combatte male in guerra; l’imprenditore ingiusto e debole non ha certo le caratteristiche per tirare su un'impresa. Quanto alla Temperanza, si tratta di una virtù atipica perché è valida indistintamente per tutti specie nei tempi nostri, in cui sembra che l’esaltazione degli Istinti prevalga su quella dei Sentimenti.
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