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Risonanza, biforcazioni e fluttuazioni

  Sul dilemma tra necessità e possibilità, ritengo sia determinante l'intervento di Ilya Prigogine, laddove, nella processualità...

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18 dicembre 2013

All'alba della libertà

Basta produrre diritti peculiari a danno della comunità, e privilegi che abbattono la concorrenza nello scambio dei beni sul mercato.


E’ orribile vivere in uno stato che confonde l’etica col diritto.
Il solo fatto di enunciare un diritto alla vita è assassinare la libertà, una libertà che poggia su tre pilastri:
  • libertà di vivere,
  • libertà di intraprendere,
  • libertà di creare.
L'etica si fonda sulla libertà e non sul diritto che la spegne quando l'ordinamento dello Stato prevede che il cittadino debba conformarsi alla legge e non il contrario, quando sarebbe corretto prevedere che la legge debba accordarsi alle esigenze del cittadino.
Normale è pensare che le persone siano oneste e educate. 

25 settembre 2013

Azione e Responsabilità

Il circuito intercorrente tra Coscienza e Responsabilità non si esaurisce in un mero gioco d’Istinti governati dalla Raziocinio, ma in un orizzonte più vasto misurabile nel grado di Ragionevolezza con cui ognuno palesa la volontà di indirizzare le proprie tendenze.

La coscienza del rischio
Porto ad esempio tre Persone: un giudice, un militare e un imprenditore.
Viene spontaneo pensare che il giudice debba essere giusto, il militare forte e l'imprenditore prudente: in realtà giudice, militare e imprenditore devono praticare, tutti, le tre virtù.
Il giudice debole e imprudente pratica male la giustizia; il militare ingiusto e imprudente combatte male in guerra; l’imprenditore ingiusto e debole non ha certo le caratteristiche per tirare su un'impresa. Quanto alla Temperanza, si tratta di una virtù atipica perché è valida indistintamente per tutti specie nei tempi nostri, in cui sembra che l’esaltazione degli Istinti prevalga su quella dei Sentimenti.
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03 luglio 2013

Il primato dell’etica sul diritto

Lo Stato, quale oggi è configurato in Italia, è incapace di attivare tra i cittadini il senso di solidarietà; non propone rimedi efficienti; mette in atto interventi umanitari generici che non superano le barriere di un’assistenza sufficiente appena al sostentamento minimo vitale.

Esiste un ordine naturale delle cose? Se non esistesse dovremmo pensare che l'umanità sia il risultato di un lungo processo casuale che si concluse con la comparsa dell'uomo: unico ad essere capace di determinare un ordine proprio. Esisteva un ordine prima che l'essere umano comparisse? Secondo me, la natura era ordinata prima che l'uomo prendesse confidenza col fuoco e costruisse strumenti utili alla sua esistenza. Da più millenni, l'uomo ha la peculiarità di modificare la natura e, in molti casi, di sconvolgerla; di questa prerogativa egli ha – da sempre - il dovere di esserne consapevole.

A mio avviso, la consapevolezza, nella nostra epoca, si forma dall’essere, noi tutti, sottomessi  a vincoli socio-economici costituiti per la conservazione di equilibri nei rapporti interpersonali e associativi ma questi vincoli ostacolano l'esercizio di una volontà responsabile delle persone. L’etica agisce sulla coscienza e si codifica nei gruppi sociali attraverso regole, raccolte in codice, che trovano applicazione quando la volontà dei soggetti deviano dal retto percorso indicato dalla comunanza degli interessi.

15 giugno 2013

Pari opportunità

Occorre ricondurre il diritto sui danni effettivi provocati dai reati e sul risarcimento in termini penali ed economici derivanti dalla malvagità indipendentemente dal fatto che essa sia riconducibile ad un uomo o ad una donna.
 

Secondo me, le persone - tutte - devono essere aiutate nel riscoprire un orizzonte esistenziale nel quale esse possano cogliere le opportunità di realizzarsi. Ciò vuol dire "pari opportunità", ma non pari diritti. I diritti nascano dal saper cogliere le opportunità. Lo sviluppo del concetto porta a ricondurre gli atti umani alla morale tradizionale che considera la famiglia costituita esclusivamente da uomo e donna. Costoro abbiano la responsabilità di tutelare i minori sino al conseguimento dell'emancipazione ottenibile con l’esito del loro corso formativo.  Occorre anche ricondurre il diritto sui danni effettivi provocati dai reati e sul risarcimento in termini penali ed economici derivanti dalla malvagità indipendentemente dal fatto che questa sia riconducibile ad un uomo o ad una donna.  Non è necessario usare il termine di femminicidio. L’aggravante al reato deve essere valutata in ragione alla scelleratezza  usata nei confronti della vittima  sopraffatta dalla violenza e non al potenziale di forza fisica riferita alle persone coinvolte nel delitto. Fortezza e debolezza non hanno sesso! Insomma si vuol tornare a presumere che la donna sia debole per definizione?

07 giugno 2013

Dio e Uomo: Libertà e Dovere II

La Libertà e i vincoli che da essa derivano, pone l'Uomo di fronte alla scelta tra Dovere procurarsi le Risorse in esecuzione del Progetto sul proprio percorso di vita ed il Piacere di esercitare attivamente o passivamente ciò che procura Benessere ricavato dalle Risorse stesse.
Tra i due momenti esiste solo un confine tracciato soggettivamente, ma vissuto in modo drammatico dall'umanità sin dalla sua origine.

15 aprile 2013

Giuseppe Barnaba


Essere, Ricevere, Dare e Avere

In questi giorni, siamo preoccupati del prosciugamento  che s’affonda nelle nostre tasche per la perfida improntitudine di mascalzoni intrufolati nell’amministrazione dello stato, nel governo e nella miriade di organismi corporativi dove scialano tra connivenze, intrallazzi e parentele, esercitando forti pressioni sul parlamento per ottenere che le leggi siano conformi ai loro interessi particolari. Costoro hanno la mente offuscata da un'immagine di Stato falsa, ipocrita e classista e intaccano il patrimonio che produce il nostro guadagno, anziché trarre dal reddito dei contribuenti lo stretto necessario per la gestione dei beni e dei servizi da erogare secondo principi di efficienza. Regna ovunque grande la confusione nell'attribuire distinzioni tra beni pubblici e privati, tra ricchezza e povertà: la sensazione più diffusa è che chi, come noi che ne siamo fuori, ci sentiamo sempre più poveri e privi di mezzi per giungere alla fine  del mese. Il tessuto sociale si sfilaccia, mentre occorre riscoprire i valori senza i quali diventa insopportabile la convivenza tra le persone.
A mio parere, questi valori si ritrovano col coniugare con adeguata ragionevolezza i verbi segnati nel sottotitolo di questo post: Essere, Ricevere, Dare e Avere.

07 aprile 2013

Popolari e democratici

Oggi, su il "Legno Storto", leggo, sotto il titolo di "Prediche inutili" la notizia che: "In questi giorni è stato tradotto in cinese e distribuito in Cina il “breviario liberale”, pubblicato dieci anni fa. Questo libricino, di un centinaio di pagine, è stato tradotto in tedesco, in rumeno, in spagnolo, in russo ed in molte altre lingue, così riferisce il Corriere della Sera, in un trafiletto. Si tratta di un testo che contiene idee molto corrosive per qualsiasi ideologia totalitaria. Vi è un florilegio di citazioni di autori liberali che accompagnano le considerazioni di Dario Antiseri, filosofo popperriano. Ricordiamo che è per merito di Antiseri se abbiamo conosciuto il libro di Karl Popper “La Società Aperta e i suoi nemici”, per troppo tempo tenuto nascosto dal conformismo imperante della repubblica postfascista".
 Ma cosa è questa idea liberale? Scriveva Luigi Einaudi: “Liberalismo […] è quella politica che concepisce l’uomo come fine. Si oppone al socialismo il quale concepisce l’uomo come un mezzo per raggiungere fini voluti da qualcuno che sta al di sopra dell’uomo stesso, sia esso la società, lo Stato, il governo, il capo”. A propria volta Ludwing Von Mises ha lapidariamente affermato: “Solo l’individuo pensa, solo l’individuo ragiona; solo l’individuo agisce”.
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30 marzo 2013

Le scarpe di Van Gogh e di ...


Le idee diventano pericolose quando esulano dal ristretto
campo delle competenze di chi le proclama.

Le scarpe di Van Gogh
Se il soggetto della figura accanto fosse osservato col significato attribuitogli, e il messaggio derivasse dall’ordine logico nei rapporti tra l’osservatore che ragiona con  le cose  e con le circostanze attinenti a quanto l'immagine suggerisce di vedere, Heidegger avrebbe semplicemente dedotto che le “scarpe” figuranti  nei  dipinti di Van Gogh – non quelle indossate dal pittore da vivo - sono opere di grande pregio artistico, cui corrispondono  esagerate valutazioni commerciali. Le cose esistono col nome che il nostro intelletto individua tra i nomi che hanno il significato definito e condiviso da tutti coloro che parlano lo stesso linguaggio.  Le cose senza nome non esistono e all’apparirne di nuove, nuovi saranno i loro nomi purché, in effetti, le cose lo siano effettivamente e solo quando non preesista alcun termine per definirle.  Il grande rilievo del capolavoro in esame, nasce dalla bizzarria  dell’artista nel scegliere un soggetto così meschino, e tocca un discorso estetico che principalmente interessa i critici d’arte, i collezionisti, le case d’asta e i visitatori dei musei.  Il capolavoro  tale rimarrebbe anche se il quadro fosse distrutto e se ne conservasse una fotografia: le scarpe di Van Gogh, intese come dipinti, non le scarpe a chiunque appartengano, e nemmeno i quadri formati dal telaio, dalla tela e dai colori cosicché rimanga solo l'idea trascendente sopravvissuta alla scomparsa della materia usata per produrli.  Si ripresenta violento il dilemma tra Parmenide ed Eraclito. L'Essere prodotto dal Divenire o il Divenire insito nell'Essere?

15 marzo 2013

Dialogo tra tastiera e monitor


Cartello postato da Butterfly 
Senza dubbio, la tecnologia, oggi, ci consente di avvicinare una realtà virtuale in forma spettacolare e tale da essere inconcepibile solo qualche anno fa. C’è da chiedersi se la virtualità sia ancora perfettibile, e, al riguardo, constatiamo che, se qualche miglioramento potrà essere ancora ottenuto nella forma, quello dei contenuti non sorpasserà l’immaginazione dei favolisti d’un tempo e dagli autori di fantascienza di ieri. Ne consegue che il difetto non sta nella virtualità, ma nella rappresentazione che, in effetti è quella di sempre, peraltro viziata dalle incertezze del tempo contingente. La cultura che scaturisce dalla volontà delle persone, dà  un'impronta agli atti, e qui chiedo, quale rapporto umano possa germogliare dalle minuziose rappresentazioni in 3D in cui il più piccolo particolare si sperde in un immenso disordinato e privo di senso?

14 febbraio 2013

Orientare la volontà sulla via del Destino?

La percezione della libertà scaturisce dal modo secondo il quale riusciamo a sottrarci dai Fatti contingenti per dedicare più tempo sul tracciato del Progetto. (*)


Il male è il fattore distruttivo della libertà. Intendere la libertà come autodeterminazione, significa che l’uomo è libero di fare il bene o fare il male, mentre – in realtà – nell’agire, non gli è possibile seguire una linea di rigorose certezze. Infatti, nel fare, non è in grado di sapere se fa bene o fa male e quindi agisce con minore o maggiore ragionevolezza in base alle sue conoscenze e capacità operative.
L’esito d’ogni atto è conseguente alle attese che saranno tanto più accettate, quanto più esse saranno soddisfatte, perché è bene, se i risultati corrispondono alle aspettative, e male, in caso contrario. Nell’alea del progetto sono compresi gli accadimenti non controllati dall’agente; ne consegue che, in senso generale, l’uomo, pur libero di fare, non è arbitro del proprio destino.
E il destino dell’uomo non dipende nemmeno dalla natura, perché l’uomo stesso vive in essa come attore, n’è coinvolto e ne fa parte.
C’è solo da chiedersi se la natura eserciti un dominio su tutto ciò che fa o se proceda secondo un destino ineluttabile.

27 agosto 2012

Distopia

La mancanza di coscienza porta all'isola che non c'è: ma il suo nome non è utopia, luogo dove tutto è come dovrebbe essere: buono,  bello e attraente; ma alla distopia, che è l'esatto opposto, cioè un un luogo spiacevole e indesiderabile.


Pochi giovani appartengono al mio target e, in loro, vorrei suscitare qualche interesse per gli argomenti che tratto! Di passato ne porto assai sulle spalle, ma, nel presente, in questi tempi di grandi eventi, occorre esser pronti a comprendere ciò che realmente accade e ciò accomuna tutti i viventi anche gli anziani, specie se sentono di essere ancor giovani di spirito. Nel nostro immediato futuro, si dovrebbe aprire un qualche spiraglio che ragionevolmente ci consenta di sperare in un mondo dove l’esistenza possa scorrere più serenamente e ci conceda di assecondare, con ogni nostra pur piccola azione, le iniziative dei pacificatori e dei costruttori, ovvero, di chi fa ed è capace di ricondurre alla normalità i rapporti umani suscitando meno egoismi, meno contrasti, meno incomprensioni e meno ostilità.

19 luglio 2012

Si nasce liberi

Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso una burocrazia che alimenta imprese il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo.

Luigi Einaudi, sosteneva il primato della politica sull'economia,  sottolineava il fatto che l’attività economica non fosse immune dal giudizio etico, e riconosceva che, non necessariamente, privato significa virtuoso e pubblico coincide con dannoso
L’enunciato è tutt’ora valido se circoscritto allo stretto ambito dell’economia, ma, anche la politica deve essere sostenuta da un primato che, per i liberali, non può essere la società, ma la persona nella società.  Si nasce liberi e, per mantenerci liberi, dobbiamo affrancarci dal bisogno. Da qualche secolo viviamo nell’illusione che il denaro ci affranchi dal bisogno e che nel mercato debbano transitare tutti i beni materiali ed immateriali per essere apprezzati prima di essere prodotti trasformati e consumati. Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso la burocrazia che utilizza il mercato come fonte di reddito, e con tale attività alimenta un’impresa il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo. Secondo me, la politica di lungo termine da perseguire consiste nel riconoscere allo stato un nuovo ruolo quale fattore di produzione che, tuttavia, non operi sui mercati in concorrenza con chi crea profitti, ma, indipendentemente dai mercati, agisca come agente di propagazione sociale ed economica. Dare consistenza a questo concetto significa ripercorrere le opportunità del volontariato civile e rafforzare lo spirito di solidarietà togliendo in larga parte al fattore lavoro la sua dipendenza dal mercato per ricondurlo nell'ambito più generale dell’occupazione che impegna l'uomo dalla nascita per tutta la vita. Significa anche inibire, una volta per tutte, la pelosa funzione assistenziale assunta in forma monopolistica dagli organi pubblici per restituire alle istituzioni private in forma associativa le funzioni  previdenziali ed assicurative conformi alle esigenze della domanda di sicurezza in questo settore.

09 luglio 2012

Consenso, bisogni e opportunità per soddisfarli

Il progetto sociale non è trattabile secondo ragionamenti logico sperimentali; ma si articola nell'ambito di processi per suscitare consenso all'azione politica nell'ottenere il massimo di utilità che immagino essere il benessere circonfuso tra il corpo e l'anima di ogni Persona.

Pensando alle Opportunità esistenti per soddisfare i bisogni, rilevo il modo col quale il Consenso sia generato in un clima politico stabilizzato. Nella tabella sottostante, ne individuo otto e il peso da attribuire a ciascuna, dipende da considerazioni soggettive sullo stato di benessere e di felicità che, nei Profili  individuali e collettivi, non sono costanti, ma variabili.
Sono tuttavia valutabili in ciascun profilo e cioè nel loro essere Immateriali, Materiali e Strumentali. In tutti i casi, Opportunità inaccessibili nel soddisfare i Bisogni - indipendentemente dal fatto che li soddisfino realmente  riducono la Percezione di Libertà e, correlativamente anche la Propensione ad agire nel senso voluto dal decisore e cioè da chi è delegato a scegliere per sé stessi.

08 giugno 2012

Sudditi

Occorre cambiare, e dare a tutti un chiaro messaggio per aprire l’orizzonte sino ai prossimi cinquanta anni e oltre. Ecco i quattro pilastri: Etica, Linguaggio rigoroso, Stato propagatore di sviluppo sociale ed economico,  Libertà di impiego dei fattori di produzione.


Hobbes - La libertà dei sudditi
Ho già sotto gli occhi “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. L’ho scaricato ieri da EbooKizzati. Su Chicago-blog, frequentatissimo sito diretto da Oscar Giannino. Attraverso due miei commenti, ho espresso  la mia prima sensazione nell’osservare che, finalmente,  persone responsabili sempre attive nel confrontarsi con le vicende che intralciano i loro progetti, sputano il rospo per palesare ciò che tutti debbono ingozzare, e che ancora troppi insistono sul fatto che si continui a digerirlo. Purtroppo, a mio parere, il libro contiene ancora poche pagine: gli autori sono solo 20, un numero che completa la terza serie di Fibonacci, e tanti altri ce ne vorrebbero per giungere almeno a 33 completando un quadro appena abbozzato sulla nostra vita civile intossicata dalla burocrazia nel periodo che inizia dall’ Unità d’Italia e giunge ad oggi. Una cosa è certa. Siamo sudditi!

23 aprile 2012

Il buon candidato

Tutti contro: uno solo ha tradito
Sostengo che il progetto politico debba considerare l'economia subordinata alla Società,  la Società  subordinata alla Persona e la Persona  condizionata dall’opportunità di ottenere quanto sia sufficiente dalle risorse di cui abbia la disponibilità. L’organismo pubblico interviene non più come creatore di diritti e  come gestore di una giustizia sociale che considera l’uomo secondo una sua conformazione standard, ma agisce come propagatore di opportunità che le Persone, attraverso le istituzioni,  la società, e le associazioni liberamente costituite ed elette, gestiscono liberamente secondo criteri di responsabilità ed efficienza.  

11 aprile 2012

La Matrioska

Se ogni cosa sulla terra fosse razionale, non accadrebbe nulla. (Dostoevskij)

Matrioska congiunta
La chiave di volta per raffigurare gli aspetti sociali dell’umanità consiste nel percepire quali siano i ruoli della Matrioska e dei bambolotti che uno nell’altro vi sono inseriti. Si tratta di soggetti che conducono l’esistenza con un certo grado di certezza nel ritenere che il loro operare sia coerente col modello residuale in cui la libertà sia vincolata dagli adempimenti necessari per conseguire la massima utilità per Sé stessi e per gli Altri.
In altre parole, nella Matrioska, i bambolotti sono Persone, che interagiscono tra loro esprimendo una certa Reattività, cosicché l’Equilibrio sociale Es si determina attraverso un generatore Gf costituito dall'apporto di soggetti che considerano Vincoli alla libertà solo gli Obblighi assolti volontariamente. Il generatore stimola la propensione come atto individuale, ma ha effetto solo se, dall'esterno, la vediamo come personaggio unico ignorando se nella contingenza sia piena, mancante di qualche componente o vuota. Il comportamento complessivo di un gruppo associato, contribuisce appunto a formare – anche se gli associati sono tra loro estranei o non si fanno riconoscere - l'Equilibrio sociale Es che si determina in coda al Processo generatore d'impulsi Ps.
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Mi si perdoni il richiamo a riferimenti matematici che saranno definiti tramite appositi collegamenti, ma, a parte questo ed il prossimo capoverso, i concetti che espongo potranno essere compresi saltandoli e proseguendo oltre, salvo il fatto di riconsiderarli successivamente ove fosse necessario un approfondimento.

07 aprile 2012

"Foedus", un'anomalia italiana

Un patto senza maggioranza!
Il 7 ottobre 2010 ho interloquito  nel thread proposto da Dino Cofrancesco da titolo Foedus, un'anomalia italiana.  Da allora, nonostante il governo tecnico, poco o nulla è cambiato. Lo riscrivo aggiungendo qualche osservazione e con aggiornamenti alla situazione contingente.
Tre sono le ragioni che contraddistinguono il nostro paese dagli altri del mondo occidentale.
1. Il comunismo non è ancora battuto e vive sospeso ma radicato come l'edera nella cultura, nella scuola, nella magistratura e nel lavoro. Prova ne sia che il Capo dello Stato in carica, senza sconfessare di essere comunista, al Quirinale, regge una struttura politica fortemente orientata a sinistra con ramificazioni in tutto il mondo; interviene sulle leggi approvate dal parlamento per modificarle nel senso voluto dall’opposizione, ora passata nella maggioranza; ha fatto dimettere Berlusconi per sostituirlo con Monti che, per governare ha bisogno del consenso della sinistra: gira per l’Italia come una trottola per rappresentarci la storia dal risorgimento in poi come nel libro Cuore di De Amicis.
2. La grande impresa è ancora in mano ai padroni del vapore. Rileggere gli scritti di Ernesto Rossi, oggi, è scoprire che la realtà italiana è ancora cementata alla ricostruzione post bellica degli anni 50. La corporazione di lavoratori e datori di lavoro è tutt’ora forte e costituisce una lobby che agisce sul governo anziché, come dovrebbe essere, sul parlamento.
3. La piccola impresa sopravvive clonandosi in altrettante più piccole perché non ha incentivi per svilupparsi: regge solo ingegnandosi tra l’elusione fiscale e il lavoro nero. Una trentina di srl, ora per la maggior parte all'estero, formano importanti gruppi industriali che sfuggono al nostro PIL. Beccarle fiscalmente significa chiuderle al mercato italiano.
Con questi miei convincimenti rileggere l'articolo di Cofrancesco mi fa scoprire più convinto di prima.
In Italia i tre motivi che ho esposto sorreggono il pilastro degli oppositori a qualsiasi cambiamento. Non è bastato il piccone di Cossiga per scalfirlo; non c’è riuscita Forza Italia; il Popolo della Libertà cerca ancora una mediazione per rendere il paese presentabile agli occhi del mondo ma sembra che ogni sforzo sia vano e che sia capace solo di far uscire effetti contrari con il suo operare.
Il Cav. Ora sta a guardare e, in molti pensano che – tra breve – si rimetta in sella. Come non si sa. La storia riserva sempre sorprese tra il come e il quando.
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05 aprile 2012

Libertà

Il costo sociale della libertà è rappresentato dai vincoli che i soggetti riuniti in società sono disposti o costretti a sopportare per una serena conduzione dell’esistenza. 
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Piazza Grande
Non considero verità trascendentali da ascrivere all’empireo delle idee pure, ma i fenomeni concreti e stabili nel tempo, legati alla natura stessa delle cose.
Il Gruppo sociale è costituito dagli elementi che lo costituiscono, ovvero consiste nell’insieme d’individui che camminano nella piazza, tra i quali, nessuno fa mostra di sé e tutti non mostrano di avere coscienza di ciò che fanno. Peraltro,  disgiunto dall'altro, ognuno segue un proprio percorso logico nel condurre la propria esistenza.Sezionare i Gruppi sociali in base al modo di agire significa costruire mostruose falsità che sfociano in processi di scomposizione e di compattamento enunciati nelle teorie fondate su fatti deformati, tanto disprezzate da Pareto.

03 aprile 2012

Cambiare regime (*)

La religione, la morale, l’estetica coltivate dai sentimenti, servano da stimolo per l’avvio virtuoso di un progetto che accompagni la società verso un modo ragionevole di trascorrere l’esistenza.

Ambizione, Fantasia, Sogno
o Felicità?
Quali risultati hanno conseguito i politici nel condurre le Persone a vivere secondo l’idea che ognuno ha della propria Felicità?
Non voglio dilungarmi sull’attuale progetto politico, fondato sul patto infame, che considera diritto ogni desiderio. Così si distrugge la vita con l’aborto, la famiglia col divorzio, la scuola con lo svuotamento della sua autorevolezza, e noi stessi alla mercé degli sbandati che occupano una società che si dissolve. Di contro, dovrebbero essere d’uso gli stimoli morali essenziali nei rapporti interpersonali, stimoli che portino le Famiglie ed i Gruppi sociali a completarsi in una cornice di Benessere che è Qualità di vita e Concordia d’intenti.

11 marzo 2012

Crescita e maturazione del Fantolino

Quando l'intenzione stimola manifestazioni che portano al compimento di atti sorretti dall'ignoranza o dalla disperazione possono accendersi contrasti sociali difficilmente controllabili.

Senza parole
Quanto dura il processo formativo? In quest'epoca di cambiamenti il processo formativo dura quanto la vita perché un ruolo può essere scelto per la vita, ma per svolgerlo e per non essere sopraffatti dall'obsolescenza, occorre aggiornarsi continuamente, pena un precoce invecchiamento.
Durante l’adolescenza, il percorso deve essere accompagnato dal tutore; ritengo che si giunga all’età adulta quando si diventa tutori di sé stessi.
In realtà, per fortuna nostra, non tutti seguono un processo formativo ispirato a tale ragionevole  fine, e i più si fermano quando si sentono appena adulti e addirittura prima di divenirlo, restando bimbi per tutta la vita.
E dire bimbi è troppo: Fantaccini.[1] Fantolini è più appropriato.[2]!
Oggi, i Fantolini sono troppi: sono mostriciattoli che non crescono mai, abituati a poter soddisfare bisogni senza provare alcun desiderio. Non sono né ricchi, né poveri ma da considerare affetti dal male della spesa compulsiva perché comprano anche ciò che non serve col solo scopo di vuotare il portafoglio.