Testo in corso di aggiornamento e di correzione.
Quando l'intenzione stimola
manifestazioni che portano al compimento di atti sorretti dall'ignoranza o
dalla disperazione possono accendersi contrasti sociali difficilmente
controllabili.
La chiave di volta per raffigurare gli aspetti
sociali dell’umanità, consiste nel percepire quali siano i ruoli della Matriosca
e dei bambolotti che vi sono inseriti. Si tratta di soggetti che
conducono l’esistenza con la convinzione che il loro
operare insieme, sia coerente col modello residuale in cui la libertà sia da loro percepita e ricavata dall'utilità che producono quale appare dal volto della Matrena che, sempre fiorita e sorridente, li contiene tutti.
In altre parole, nella Matriosca, i bambolotti sono Persone, che interagiscono tra loro manifestando una certa Reattività, cosicché l’equilibrio sociale Es nasca da un generatore
costituito
dall’apporto di agenti che considerano vincoli solo gli obblighi che assolvono volontariamente. Il
generatore stimola la propensione che si trasforma in atto individuale il cui effetto congiunto a quello di tutti, appare esternamene come un “unicum”. Il comportamento della Matrioska associata ad altre Matrioske, contribuisce appunto a formare – altre Matrioske che da singole possono crescere disgiunte o congiunte come interne ad altre sino al punto di mostrarsi sola.
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In ogni momento della storia, per ogni famiglia,
tribù, etnia, o popolazione, è possibile predisporre un modello teorico che tenda a rendere concreta l’anzidetta massima utilità per ogni suo
singolo componente e per l’intero corpo sociale. E, senza dubbio,
tale modello è ottenibile anche per le evenienze della nostra epoca e per ogni
popolazione che occupa la terra, sicché è possibile immaginare una Grande
Matriosca e tante altre Matriosche più piccole, quante sono le
Nazioni esistenti.
Se osserviamo la realtà sociale in modo
globale, si osserveranno scostamenti tra la Matriosca teorica
e quella reale; come anche si rileveranno differenze nel confrontare quelle di
ogni singola degli Stati all'interno delle Nazioni.
Non si tratta di costringere gli italiani
ad essere una Grande
Matriosca, né quella degli austriaci, russi o sloveni; ma di
osservare se le popolazioni in Italia siano
sufficientemente omogenee tra loro per costituire un insieme idoneo per la sua integrazione in una Grande
Matriosca. Se, al momento, l'una è più o meno efficiente non ha
importanza, perché la reattività va valutata non tra le singoli ma
nel complesso riguardante la popolazione globalmente considerata ... e se la Matriosca è troppo grande conviene lasciar vuota la Matrena e farne venti come di fatto sono la Regioni italiane + le comunità che risiedono all'Estero.
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Prima di proporre come procedere, è necessario
dire quanti e quali sono i profili dei personaggi che compongono la Matriosca.
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La persona con le sue risorse nell'ambiente |
Per spiegarmi ancora meglio, immagino che il contenitore del modello residuale sia la Matriosca che sta sullo scaffale del mio studio. Utilizzo cinque dei sei bambolotti ognuno dei quali esprime peculiari qualità residuali. Peraltro, va tenuto presente che la Matriosca, in quanto può essere composta o scomposta, assume il profilo di cinque personaggi ognuno dei quali nei ruoli di visibile esterno vuoto/pieno o non visibile interno vuoto/pieno, qui elencati in ordine di grandezza, il profilo di ognuno dei quali è il seguente:
1. la Matrioska quando racchiude in sé tutto il suo contenuto formato da
individui socialmente legati gli uni agli altri. Se in un Nazione si
riscontrano gruppi non integrati, questi vanno trattati separatamente;
2. la Matrena
è la Matrioska svuotata dal suo contenuto. Peraltro, vuota o piena, è la
più brava nel saper fare presto e bene. La professionalità creativa dei
regatanti di America's Cup che
si fanno muovere dai capricci dei venti del mare sono il modello per
rappresentare la potenzialità dei pionieri, di coloro che smuovono la società
adeguandola ai cambiamenti producendo Residui di I Classe ricadenti nell' Istinto
delle combinazioni generanti
in ogni caso azioni non logiche comprese
nella Classe
Seconda generi IVa e IVb (fini giustificati oggettivamente: si e
soggettivamente: sì rispettiva-mente accettati o non accettati dal soggetto se
li conoscesse);
3. il Fratello maggiore rappresenta la professionalità che si estrinseca in modo da non
lasciare nulla al caso. L’abilità dei piloti della pattuglia delle Frecce Tricolori e di tutti coloro
che sanno tenere in equilibrio tutte le componenti umane e materiali sulle
quali esercitano il loro controllo esprimono Residui di II Classe ricadenti nella Persistenza degli aggregati generanti in ogni caso Azioni
logiche comprese nella Classe Prima (fini giustificati oggettivamente: si e
soggettivamente: sì);
4. il Fratello minore rappresenta la confluenza di
tutte le manifestazioni umane di gruppo in un ordine sociale costituito come
quelle espresse dalla Gente comune, dalla Matrena ed del Fratello maggiore. In pratica rappresenta
l’intero corpo elettorale della Nazione inteso come classe unica; formano
Residui
di Classe III, IV, V e VI orientati a scopi di socialità generanti in ogni caso
azioni comprese nella Classe Seconda genere II (fini giustificati
oggettivamente: no e soggettivamente: sì);
5. Il Fantolino intende esprimere la reattività
sociale di quanto resta di non logico e d’immaturo nelle manifestazioni stimolate da bisogni
primordiali che tutta questa umanità
- che è la stessa rappresentata dal Fratello minore cioè gente
comune - esprime nel gestirsi per il solo fatto di esistere. In
pratica rappresenta la parte del corpo elettorale che non vota o vota senza
idee seguendo un percorso politico conflittuale e non collaborativo. Formano Residui di
Classe III, IV, V e VI generanti
in ogni caso Azioni
non logiche di Classe Seconda genere I (fini
giustificati oggettivamente No e soggettivamente No) e genere III (fini
giustificati oggettivamente: No, e soggettivamente: Sì).
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Quando la Matrioska è composta, ribadisco che ben si
possa sostenere che rappresenti la reattività sociale dell'intera società di
una Nazione e che possa ricavarsi un modello sul quale progettare, sulla base
di un fantolino socialmente ben integrato, la crescita del Fratello
Minore facendolo avvicinare, ove lo volesse e ne avesse le
capacità, al Fratello
Maggiore.
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Sinora ho rappresentato la civiltà come il
succedersi di fasi di rinnovamento alternate a fasi di decadenza: un fenomeno
che, nel complesso, si manifesta come cambiamento. Invece, ho trascurato il
fatto che questo fenomeno è comunemente inteso come progresso.
A mio avviso, confondere il cambiamento col
progresso costituisce una falsa rappresentazione della realtà. Infatti il
progresso non produce il cambiamento: è solo una faccia di esso e riguarda solo
l'aspetto tecnologico infuso nelle attività umane, cioè quell'elemento che
considero come unica variabile nella socialità della Matrena e costante in quella
di Fratello
Maggiore. Il progresso, strettamente congiunto ad altre Follie,
getta le basi al cambiamento e, quando è assimilato determina, nel Processo storico,
una fase ciclica: un'epoca, o per dirla con gli storici, un evo.
Faccio questa precisazione perché l'errore è
molto diffuso ed è fonte di gravi distorsioni nella politica sociale perché si
va diffondendo, tra coloro che si denominano progressisti, la falsa idea che
l'emancipazione della Persona sia determinata dal progresso scientifico! No! La
Persona non evolve: in ogni tempo è capace di fare o
incapace di fare. Fare cosa riguarda cosa possiede per fare, e come usa le cose
per vivere. Aumenta solo il suo potere di agire, sotto l'ombrello della
razionalità su un numero sempre maggiore di elementi regolatori della sua
vivenza! Ma la qualità della vivenza la determina sempre lui: la Persona
cosciente ed immutabile di sempre, ovunque abiti!
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Quanta parte di razionalità c'è nel cambiamento
del modo di vivere umano?
Fëdor Dostoevskij ci ha dato una grande
lezione: Se ogni
cosa sulla Terra fosse razionale, non accadrebbe nulla. Entropia,
entro la quale l’unica cosa vera sarebbe la morte!
E invece accade di tutto, e, se accade qualcosa
per muovere la socialità in modo imprevedibile, vuol dire che ci sfugge un
accadimento BANALE, NON logico, NON sperimentabile e NON riproducibile ma VERO.
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Stalin e Hitler personificarono ottimamente il Fantolino,
invero, non secondo logica dell’immanenza, ma in quello della trascendenza
dove gli accadimenti si svolgono come nell’interno della Matriosca: i due
tiranni – e poco importa che l'uno fosse nazista e l'altro comunista - rimasero
Fantolini
per tutta la vita senza aver mai seguito un regolare percorso di
crescita: Fantolino->Fratello
minore->Fratello maggiore->Matrena. Al contrario, rimanendo
immaturi nel pretendere di impersonare caparbiamente tutti gli altri nel rubare
la libertà a chi avesse potuto essere loro di ostacolo ai loro mostruosi
disegni, si appropriarono del potere della Matriosca. Cosa ottennero? Niente
per loro e miseria per gli oppressi! Giocarono come bambini con giocattoli
pericolosi per loro e funesti per gli altri!!
Nessuno dovrebbe impadronirsi del potere della
Matrioska, ma d'altra parte, tutti possono aspirare ad impersonare la Matrena.
Ancora oggi, alcuni ripetono lo stesso errore.
Dotati di scarsa cultura, iniziano con illudere i fantolini con false teorie
(le fallaci ideologie richiamate da Pareto) e giungono a dominarli strappando
loro la coscienza
senza emanciparli a livello di Fratello minore. Così creano sudditi che
inducono a dover vivere nella Fattoria di animali immaginata nel 1944 da
Orwell nel libro omonimo la cui lettura, come il Pinocchio[1] di
Collodi che dovrebbe essere imposta in tutte le scuole del mondo.
Mi giunge il ricordo di questi testi perché,
nel nostro tempo incerto durante il quale scrivo questo libro, osservare
l'ascesa politica di certi personaggi, la cui cultura non credo superi la
scuola di partito, mi ha fatto ricordare le stesse impressioni di quando, ai
tempi di Hitler e Stalin, lessi, da ragazzo, quei libri.
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*Qui è trascritto il Cap. 26 nella V Parte - Profili e Regimi di Oltre il tempo - Persona e Società - Volume secondo.
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