I bambini adorano parlare a se stessi, anche quando non sono ancora capaci di comprendere il significato delle parole che dicono. (D.C.Dennet)
Alcuni nativi di Roma, trascurando qualche
regola di grammatica e di sintassi, hanno la convinzione che "nessuno
nasce imparato". Costoro sostengono inconsciamente le ragioni di Aristotele
(tabula rasa[1]), mentre
le idee di Platone risultano loro incomprensibili. Lo scorrere delle ombre nel
fondo della caverna[2] non
convince e questa immagine risulta troppo sfocata per capirla.E qui entrambi m’incatenano ancora al
dilemma: ha ragione Aristotele o Platone?
Entrambi pensano che, appena tagliato il
cordone ombelicale, il nascituro vagisca e si alimenti al seno materno senza un
suo intervento volontario e i genitori vedono nella loro creatura una persona già
autonoma che sa come conquistarsi l'affetto per sopravvivere: prima col pianto
e, pochi mesi dopo, con un meraviglioso sorriso!