Sempre attuale

Risonanza, biforcazioni e fluttuazioni

  Sul dilemma tra necessità e possibilità, ritengo sia determinante l'intervento di Ilya Prigogine, laddove, nella processualità...

23 agosto 2012

Bipolarismo e centralismo

I provvedimenti del governo siano attuati sotto lo stimolo della propensione volontaria e non si trasformino in precetti inderogabili e tali da annullare, nei cittadini a qualsiasi parte appartengano, la volontà di collaborare.

Per avviare la società al cambiamento occorre che il progetto si fondi sui modelli esistenti, tra i più evoluti e di maggior successo: occorre analizzarli, stabilirne i punti di debolezza e completarli con un programma in cui siano individuate aree di sviluppo e aree di consolidamento per raggiungere una finalità che collimi con un conveniente e pacifico sfruttamento delle risorse disponibili. Il modello, oggi, è quello al quale si conformano socialisti e liberali ognuno dei quali dovrebbe alternarsi nella conduzione politica muovendo le loro azioni ora stimolando residui di I Classe ricadenti nell’istinto delle combinazioni e ora quelli di II Classe ricadenti nella persistenza degli aggregati. Ma qual è il modello migliore?

18 agosto 2012

Partenogenesi o metamorfosi?

“Fermare il declino” è indispensabile, ma il verbo corretto  è “Fare tutti per cambiare”, e costruire il mondo futuro. ” Fermare il declino” è riduttivo: si aumenterebbe l'efficienza del sistema paese, ma il beneficio andrebbe ancora a sostegno della vecchia oligarchia incapace di trasformarsi.

"Da oggi  fermareildeclino.it si arricchisce di uno strumento di dialogo e comunicazione   con i nostri sostenitori. Il sito vuole essere lo strumento con cui Ali - Associazione libertà e impresa per le libertà economiche svolge il suo ruolo   per favorire l'emergere di un nuovo soggetto politico che abbia l'obiettivo di fermare il declino italiano, che disponga di un'analisi e di possibili soluzioni tecnicamente valide, e che sia credibile nell'esprimere una diagnosi e nel proporre una terapia.”.
Così Oscar Giannino ha scritto il 14 agosto scorso introducendo la Sezione Notizie di Fermare il declino.
L'iniziativa è seria e credo che l'impegno di ciascuno debba andare oltre la semplice adesione che si pratica versando il contributo alle spese elettorali per mandare l'amico in parlamento. Impegno serio, significa confrontare il proprio "Essere cittadino" con gli interessi particolari e generali che coinvolgono il gruppo o l'associazione d'appartenenza per raggiungere l'ente locale sino a toccare i vertici politici in parlamento.

19 luglio 2012

Si nasce liberi

Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso una burocrazia che alimenta imprese il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo.

Luigi Einaudi, sosteneva il primato della politica sull'economia,  sottolineava il fatto che l’attività economica non fosse immune dal giudizio etico, e riconosceva che, non necessariamente, privato significa virtuoso e pubblico coincide con dannoso
L’enunciato è tutt’ora valido se circoscritto allo stretto ambito dell’economia, ma, anche la politica deve essere sostenuta da un primato che, per i liberali, non può essere la società, ma la persona nella società.  Si nasce liberi e, per mantenerci liberi, dobbiamo affrancarci dal bisogno. Da qualche secolo viviamo nell’illusione che il denaro ci affranchi dal bisogno e che nel mercato debbano transitare tutti i beni materiali ed immateriali per essere apprezzati prima di essere prodotti trasformati e consumati. Lo stato, tassando persone e cose, diventa esso stesso un fattore di produzione attraverso la burocrazia che utilizza il mercato come fonte di reddito, e con tale attività alimenta un’impresa il cui scopo non è il profitto, ma l’assunzione di un ruolo opaco col fine  mantenere equilibri sociali precari nel percorrere progetti che non reggono al trascorrere del tempo. Secondo me, la politica di lungo termine da perseguire consiste nel riconoscere allo stato un nuovo ruolo quale fattore di produzione che, tuttavia, non operi sui mercati in concorrenza con chi crea profitti, ma, indipendentemente dai mercati, agisca come agente di propagazione sociale ed economica. Dare consistenza a questo concetto significa ripercorrere le opportunità del volontariato civile e rafforzare lo spirito di solidarietà togliendo in larga parte al fattore lavoro la sua dipendenza dal mercato per ricondurlo nell'ambito più generale dell’occupazione che impegna l'uomo dalla nascita per tutta la vita. Significa anche inibire, una volta per tutte, la pelosa funzione assistenziale assunta in forma monopolistica dagli organi pubblici per restituire alle istituzioni private in forma associativa le funzioni  previdenziali ed assicurative conformi alle esigenze della domanda di sicurezza in questo settore.

09 luglio 2012

Consenso, bisogni e opportunità per soddisfarli

Il progetto sociale non è trattabile secondo ragionamenti logico sperimentali; ma si articola nell'ambito di processi per suscitare consenso all'azione politica nell'ottenere il massimo di utilità che immagino essere il benessere circonfuso tra il corpo e l'anima di ogni Persona.

Pensando alle Opportunità esistenti per soddisfare i bisogni, rilevo il modo col quale il Consenso sia generato in un clima politico stabilizzato. Nella tabella sottostante, ne individuo otto e il peso da attribuire a ciascuna, dipende da considerazioni soggettive sullo stato di benessere e di felicità che, nei Profili  individuali e collettivi, non sono costanti, ma variabili.
Sono tuttavia valutabili in ciascun profilo e cioè nel loro essere Immateriali, Materiali e Strumentali. In tutti i casi, Opportunità inaccessibili nel soddisfare i Bisogni - indipendentemente dal fatto che li soddisfino realmente  riducono la Percezione di Libertà e, correlativamente anche la Propensione ad agire nel senso voluto dal decisore e cioè da chi è delegato a scegliere per sé stessi.

08 giugno 2012

Sudditi

Occorre cambiare, e dare a tutti un chiaro messaggio per aprire l’orizzonte sino ai prossimi cinquanta anni e oltre. Ecco i quattro pilastri: Etica, Linguaggio rigoroso, Stato propagatore di sviluppo sociale ed economico,  Libertà di impiego dei fattori di produzione.


Hobbes - La libertà dei sudditi
Ho già sotto gli occhi “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. L’ho scaricato ieri da EbooKizzati. Su Chicago-blog, frequentatissimo sito diretto da Oscar Giannino. Attraverso due miei commenti, ho espresso  la mia prima sensazione nell’osservare che, finalmente,  persone responsabili sempre attive nel confrontarsi con le vicende che intralciano i loro progetti, sputano il rospo per palesare ciò che tutti debbono ingozzare, e che ancora troppi insistono sul fatto che si continui a digerirlo. Purtroppo, a mio parere, il libro contiene ancora poche pagine: gli autori sono solo 20, un numero che completa la terza serie di Fibonacci, e tanti altri ce ne vorrebbero per giungere almeno a 33 completando un quadro appena abbozzato sulla nostra vita civile intossicata dalla burocrazia nel periodo che inizia dall’ Unità d’Italia e giunge ad oggi. Una cosa è certa. Siamo sudditi!

21 maggio 2012

Libertà e Lavoro

Alcune Costituzioni parlano come persone e sanciscono quali siano le loro libertà; altre confondono le persone nel popolo e sanciscono i doveri da osservare per essere riconosciuti liberi; altre concedono tutele alla sola classe dei lavoratori e, nel lavoro, individuano la fonte di ogni diritto; la nostra, infine, costituisce corporazioni nelle quali l'individuo non ha altra scelta che quella di usufruire di ciò che gli viene concesso.(*)


Stemma della Repubblica italiana
Il lavoro è un fattore di produzione come la terra, il capitale e l'impresa, ognuno dei quali si distingue per la remunerazione che gli è propria: la rendita per la terra; l'interesse per il capitale; il salario per il lavoro e il profitto per l'impresa. A questi occorre aggiungere l'intero apparato funzionale e periferico dello stato, a condizione che cessi dall'essere percettore che converte le imposte in spesa improduttiva, per diventare, lui stesso, fattore produttivo da compensare, al pari degli altri ma distinto nel contribuire  allo sviluppo culturale e sociale, attraverso  organi, agenzie, associazioni e società costituite liberamente dai cittadini.

20 maggio 2012

Tassare i ricchi?

Martha Naussbaum
(In corso di aggiornamento)
Vincenzo Fano pubblica oggi sul suo blog un interessante post titolato “Le cause della crisi”. Conclude scrivendo: Se la vera causa della crisi è l’accesso al benessere di altri 3 miliardi persone nel mondo oltre al miliardo che c’era già prima, la soluzione potrebbe essere investire in conoscenza e innovazione con ricerca, come hanno fatto in Germania e Stati Uniti, che infatti sono paesi che riescono a contenere i danni della crisi. Ma forse ancora più radicale, sarebbe immaginare e realizzare un modello di sviluppo non più basato su indici monetari, come il PIL, ma su indici che misurano la qualità della vita, come hanno sostenuto fra gli altri la Nussbaum e Sen.
Ritengo che solo la seconda ipotesi sia corretta: la prima resta inattuabile e dannosa se  non ci si accinge a percorrere anche la seconda. La Germania investe in innovazione e ricerca essenzialmente per introdurle in altri paesi e così ottenere un maggior profitto con merce che reimporta, escludendo dal generarle nel suo interno sfruttando risorse proprie naturali, energetiche e, soprattutto, umane perché meno redditizie.


18 maggio 2012

Omofobia versus Eterofobia

Trascrivo qui  il post che ho dedicato a Guglielmo di Ockam  nella parte in cui tratto di libertà e discriminazioni.

04 maggio 2012

Silvio in stand bye.

Da un ventennio, la politica è ingessata sull’immobilità: buone intenzioni, finalità commendevoli ma il paese rifiuta i mezzi e i dispositivi pasticciati e contraddittori, che, sistematicamente, concretizzano un effetto contrario a quello sperato dagli stessi personaggi che li hanno messi in atto. 


Il progetto? Fine del percorso
Speravo che Mario Monti, col grande carisma che gode attraverso le cariche rivestite nel campo dell’economia e della finanza, potesse finalmente dare l’avvio al programma proposto reiteratamente da Berlusconi in diciotto anni di storia repubblicana, sempre avversato sul nascere dall’opposizione e da personaggi anche del suo stesso partito, senza che fossero raggiunti gli obiettivi prefissati. Non merita citare gli oppositori perché a nessuno verrà mai in mente di dedicar loro un vicolo o un cantone, anche se, ancora oggi, il loro nome invade il mondo dei media. Cosa intendesse fare e cosa immagina fare oggi Berlusconi non sembra più importante, ma essenziale ritengo ricordare i fondamenti della sua visione politica:
1. Restituire al cittadino la dignità della persona.
2. Compensare lo squilibrio divenuto intollerabile nel privilegiare il fattore lavoro rispetto all’impresa, attraverso tutele assistenziali e sindacali che, nel sovraccaricarla di oneri impropri, svuotano l’opera dell’imprenditore dai contenuti di merito e di responsabilità.
3. Abrogare migliaia di leggi che si sono accumulate nel tempo costituendo privilegi e protezioni ad esclusivo vantaggio di organi corporativi.
4. Diffondere la sussidiarietà attraverso il decentramento amministrativo e l’attuazione del federalismo fiscale riportando la gestione di ogni attività sotto la guida delle persone che si assumono la piena responsabilità di ciò che fanno senza la copertura impropria delle strutture burocratiche.

23 aprile 2012

Il buon candidato

Tutti contro: uno solo ha tradito
Sostengo che il progetto politico debba considerare l'economia subordinata alla Società,  la Società  subordinata alla Persona e la Persona  condizionata dall’opportunità di ottenere quanto sia sufficiente dalle risorse di cui abbia la disponibilità. L’organismo pubblico interviene non più come creatore di diritti e  come gestore di una giustizia sociale che considera l’uomo secondo una sua conformazione standard, ma agisce come propagatore di opportunità che le Persone, attraverso le istituzioni,  la società, e le associazioni liberamente costituite ed elette, gestiscono liberamente secondo criteri di responsabilità ed efficienza.