Sempre attuale

Risonanza, biforcazioni e fluttuazioni

  Sul dilemma tra necessità e possibilità, ritengo sia determinante l'intervento di Ilya Prigogine, laddove, nella processualità...

06 giugno 2016

La religione tra il volere e il dovere

Gli atti costitutivi delle Nazioni fanno nascere il diritto dalla sovranità che, indipendentemente dall’essere concesse dal re o autoproclamate dal popolo, obnubilano l'ordine originario dei valori universali, vale a dire che insidiano la conservazione della dignità umana intesa come insieme di singole Persone memori, coscienti e pensanti. 


Il sentimento religioso è atavico, e trova le sue radici nella storia. Dalla creazione dell’uomo o dal suo mutare da bestia, l’Istinto ha dovuto essere sorretto dalla deontologia: il che vuol dire che, nell’agire, un fine non può essere che il risultato dell'utilizzo di giusti mezzi. Non ha senso parlare di morale in organismi che si alimentano solo per figliare o per compiacersi nel proprio benessere; è corretto, invece, un organismo siffatto si sottoponga a regole quando abbia la facoltà di derogare all'istinto di sola sopravvivenza con un atto di egoismo cosciente. 
Così riconosciamo che la crescita dell’umanità si fonda sull'altruismo e trascina con sé quella religiosa sia pure con ritmi molto rallentati.

29 maggio 2016

La Sapienza e la Passione

Tra la Sapienza e la Passione c'è la Ragione. Ce lo dice Sant'Agostino in questo brano di maieutica magistrale per la forma con cui si svolge il dialogo tra Agostino stesso ed Evodio. Due sono i motivi per cui ricopio un brano dal libriccino edito per la collana "Piccola biblioteca agostiniana" di Città Nova edizioni, a cura di Rita Melillo. Il primo riguarda il rapporto tra i dialoganti improntato, oltre alla cortesia, anche alla reciproca consapevolezza del loro sapere. Queste battute lo domostrano:
A. - Vorrei proprio udire da te con quali prove dimostreresti con certezza che la mente è in un individuo senza esercitare il suo dominio. 
E. - Vorresti difendere tu la tesi. Per me non è facile provare il tuo assunto.

21 maggio 2016

Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzione è essenziale per capire quali siano i compiti dello Stato rispetto ai cittadini considerati come Persone indistinte tra giovani, adulti, anziani, abitanti in città o in campagna.
Appare evidente che tanto lo Stato liberista
meritocratico, quanto quello dirigistico assistenziale, nel vano tentativo di creare occupazione, continua a seguire il fine di dare posti di lavoro agli adulti trascurando gli altri che possono essere utili in altre attività per ridurre i costi e creare anche valori non monetari.
Aumentare i posti di lavoro è possibile solo nei paesi ove la demografia non sia compromessa dall'invecchiamento.
Nei paesi, come il nostro, è necessario che le Persone abbiano nuove opportunità, oggi rese impossibili dall'invasività legislativa, fiscale e burocratica tutta protesa a colpire appunto le persone che non "lavorano" e che, allo stesso tempo, pesano perché è necessario assisterle. Queste persone hanno un orizzonte sociale di basso profilo e la sola prospettiva d'invecchiare.
Oggi lo stato continua a coltivare l'illusione di puntare sui consumi per aumentare l'occupazione. Lo fa nel modo peggiore agendo sull'inflazione creata artificialmente con l'aumento di quantità e velocità di circolazione della moneta.
C'è solo da chiederci a chi giova questa politica, quando, specie osservando l'aumento del numero di pensionati, rispetto ai soli lavoratori, artigiani e piccoli imprenditori, la curva della distribuzione del reddito si sposta e si restringe inesorabilmente .
Oggi si punta ad alzare il reddito dei poveri portandolo oltre alla soglia del corrispondente indice. Non basta! Occorre invertire la rotta e guardare al reddito medio per aumentarlo dove il tenore di vita si porti a livelli di elevata qualità.
Lo Stato si trasformi da dirigista in propagatore di opportunità e le Persone le trasformino in progetti di medio e lungo termine per svolgere attività confacenti alle conoscenze, alle aspirazioni, alle attitudini e alle capacità che sono loro proprie.


Propagazione di opportunità ed emancipazione del cittadino!
Quale migliore opportunità quella di far crescere il reddito unitamente all'emancipazione? 

Oggi, la natura non impone più i suoi ritmi che producono incertezze ed indeterminazioni logiche, statiche e dinamiche tra il progetto e la sua realizzazione, ma sono le risorse naturali ed umane già disponibili pronte a imporsi per essere utilizzate in modo deterministico in progetti individuali e collettivi di promozione sociale.  
A tal fine il reddito di cittadinanza è indispensabile perché la remunerazione non va più al lavoro come salario ma alla persona per le sue capacità distintive.

Per ultimo, il reddito di cittadinanza fa sparire la dipendenza del reddito dal lavoro prestato a terzi, per cui ognuno potrà dirsi, come non mai,  imprenditore di sè stesso.

Coscienza e intelligenza si confondono tra spirito e materia.

-->

05 maggio 2016

Das Kapital non è kaputt

Possibile che vi sia ancora qualcuno che non abbia capito quale grosso abbaglio accecò Carlo Marx? Qui rispondo al professor Fusaro che, quest'oggi, dal suo profilo Facebook, intende fargli gli auguri per il suo 198° compleanno.
Non è il capitale, né il libero mercato ad essere la fonte dei guai, ma il conflitto ingenerato dallo sviluppo industriale tra impresa e lavoro per la spartizione del ricavo tra profitto, salario e imposte. Ora tutti dovrebbero essere convinti che ricavare un salario senza capitale e senza impresa è impossibile se intendiamo continuare a godere le meraviglie della nostra epoca dominata dalla tecnologia.

02 maggio 2016

ENZO BIANCHI e DIEGO FUSARO:


-->
La città futura. Con Cristo e Gramsci



Due sognatori di fronte all'amara realtà di ciò che non cambia. Gramsci è grande per quanto abbia intuito del grande problema del vivere in collettività, ma piccolo per non averci spiegato che nessuna promessa politica è in grado di convincere la cittadinanza di elettori ad emanciparsi sul piano più elevato del proprio benessere contingente.

29 marzo 2016

Nihil foedius Europae servitute

(bozza)
27 marzo - Hooligans a Bruxelles
In questa nostra Europa appare manifesta la complessità di formare gruppi omogenei di Nazioni agenti in comunanza di interessi e unite da un forte vincolo comunitario che implichi tanto la sfera degli affetti quanto quella degli interessi. In famiglia ciò è normale come anche presso le comunità tribali. Altrove, a parte l'unità d'intenti che si forma attorno alla sopravvivenza e al soddisfacimento dei bisogni primari, poco rimane perché l'unità si mantenga e ciò accade per il sopravvenire di conflitti che alcuni provocano abbandonando il percorso del progetto esistenziale comune. Il mito tramanda le due follie ancora attive nella nostra società, la prima dell’umanità intera e la seconda quella che nei millenni si è formata in Europa. Caino e Abele, Romolo e Remo ne sono i rispettivi epigoni: entrambi agricoltori e pastori. Nei due casi il conflitto nasce tra il pastore e l'agricoltore. Il fatto appare evidente in quanto trovo scritto da Tito Livio al paragrafo 6 capo 5 del Libro "La Storia di Roma".

23 marzo 2016

La dinamica dell'occupazione è indipendente dalla sua utilità economica


Il Principio di Ragionevolezza costituisce lo stimolo per rendere accettabile l’unione di singoli Progetti individuali in un Progetto complessivo. Così l’incontro delle Persone sulle Intenzioni eleva la Propensione alla concordia rendendo possibile vincolarsi ai soggetti politici per l’intero percorso attuativo, secondo indirizzi di propagazione propri a conseguire finalità condivise.
La cartina di tornasole rivelatrice della Ragionevolezza del Progetto è la Propensione che promana dalle singole Persone, ognuna col proprio ruolo, ad accettare i vincoli necessari per la commissione di atti finalizzati al percorso da seguire.

19 marzo 2016

Ridare vigore all'anima

B O Z Z A
Non è mia intenzione, di elevare “Anima e Corpo” al vertice di una filosofia esistenziale. Tuttavia il mio sforzo - e credo di non peccare in presunzione – consiste nel ridare vigore all'anima che oggi si è dispersa in una società senza percorso, allo sbando.
Ridare vigore significa anche restituire ciò che lo Stato toglie per compiere atti di solidarietà che solo le Persone singole sono in grado di offrire con maggiore efficienza.  Fatto è che sempre meno appare giustificato che la società si divida secondo criteri di censo, cioè per classi di reddito, trascurando l'avviso che la democrazia regge solo quando, anche ad una sola persona, sia concesso di sopravvivere ma negato di esistere. Milioni di profughi che s'affacciano all'Europa sopravvivono per ritrovare l'esistenza. Noi, Europei, dobbiamo ritrovare l'anima coperta di ragnatele e le Nazioni debbono restituire ai rispettivi Cittadini le risorse che estorcono agli imprenditori e ai lavoratori per dissiparle negli sprechi, nelle guerre e nell'assistenza pubblica e privata ugualitaria inefficiente.  L'azione politica predominante contrasta ancora l'avvio di forme associative assicurative e previdenziali private complementari animate dall'amorevole volontà di tutti abbandonando gli interventi degli organi collettivistici agenti sotto ferma di cooperative. Ad ognuno il compito che gli è proprio: allo Stato assicurare libertà, dignità e sicurezza; al Cittadino quello di essere il motore che fa funzionare una società che mira ad una elevata qualità esistenziale.

29 dicembre 2015

Il terrore di essere il signor Nessuno

Sin dalla nascita siamo dominati dall'istinto di collocazione sociale. Alcuni lo esercitano in posizione dominante, altri in posizione subordinata ma tutti assillati dallo stress per non giungere ad essere compresi nella miriade dei "Signor Nessuno".
Chi è il Signor Nessuno che nessuno vuole impersonare? C'è qualcuno che l'abbia mai incontrato mentre dichiara di esser un nessuno tra gli esistenti? Eppure tutti temono di impersonarlo anche dal rango più alto della scala sociale.

08 novembre 2015

Ci risiamo ...

Al voto senza progetti ...

Rileggo questo post, pubblicato il 6 febbraio 2008. Altri sette anni persi. A Bologna, oggi, grande manifestazione dei moderati. Berlusconi ci riprova? Immediatamente si riattivano gli antagonisti. Ma chi comanda questa gente?L'Italia è alla mercé di chi non ci ama e di noi stessi che non riusciamo a svincolarci dalla malacreanza di politici che hanno sfruttato il nostro voto solo per coltivare interessi oscuri mascherati negli ordini e nelle istituzioni dello Stato?