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16 novembre 2017

Diade: Dottrine non scritte ...

... da un post di:



Ripercorro l'articolo proponendo la meditazione sui tre aspetti della condizione umana che, in sé, hanno infuso il segreto del mondo che si svela quando la psiche ci sospende dalla realtà per un grave trauma. Appaiono visioni che  non prendono forme tali da poter essere rappresentate empiricamente. 

 Sono le opere non scritte come quelle di Platone, e quelle di alcuni che, fanciulli o adulti, si assentano dal quotidiano per elaborare le loro indescrivibili emozioni.  
Successe a Giovanni Pascoli*, per la morte violenta del Padre quando aveva undici anni (Cavallina, cavallina storna portavi a casa colui che non ritorna) e a Ludwig Wittgenstein che, durante la prima guerra mondiale, sul fronte dell'altopiano di Asiago, in trincea per giorni e giorni, in attesa dell'uscita per l'attacco di uno dei due belligeranti. 
1. "Uno scritto su tali questioni ( .. ciò che abbraccia l’intero e sulle cose più grandi ossia sui principi supremi di tutta la realtà ) sarebbe stato di danno per i più,che avrebbero creduto erroneamente di comprendere ciò che è superiore alle loro capacità di comprensione,e inutile invece per coloro che erano all’altezza di capirlo ,poiché la verità emerge solo da una costante applicazione e da una comunione di vita e di ricerca fra chi insegna e chi impara."  Sono le stesse Proposizioni dellla Tavola della Verità  nel Tractatus logico philosoficus composta da Ludwig Wittgenstein. La settima ed ultima Proposizione enuncia il principio secondo il quale "su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere". 
2.  "...  e consistendo in brevissime proposizioni non richiede sforzi mnemonici tali da richiedere che venga messa per iscritto". Insomma la verità era nota dal saggio prima che iniziasse a scrivere! ... e come affermava Goethe, scaturisce non dalle cose ma dagli effetti che le cose esercitano su noi. Esempio, la prima proposizione della Tavola della Verità è : Il mondo è tutto ciò che accade.
3.  " ... Ma cosa intendeva Platone per Uno e Diade L’Uno rappresenta l’unità,il limite,il determinante ed è definito dal commento del Parmenide di Proclo nella traduzione di Guglielmo di Moerbeke come “melius ente”La Diade invece è principio e radice della molteplicità degli enti ed è concepita come dualità di grande e piccolo in quanto è tendenza all’infinitamente grande e all’infinitamente piccolo." Anche qui Wittgenstein sembra che abbia visto chiaro. Uno è il principio che raccoglie tutto ciò che risponde all'enunciato. Esempio: Il mondo è tutto ciò che accade (all'Uomo e alla donna come coppia ndr).
Ogni principio è compreso in una di queste tre fasce(?):
1. (Uno singolare) incommensurabile nella direzione, nel senso e nell'intensità è il campo della religione della filosofia e della logica. Esempio: 1. Libertà. Enunciazione di un Principio o di un Sistema.
2. (Diade duale) incommensurabile nella direzione e nell'intensità e commensurabile nel senso. Esempio: 1.1.. Libertà di ...; 1.2. Libertà da ... Enumerazione degli elementi nel Sistema, col crivello, uso del rasoio di Occam e campo della statistica, della strategia, della politica e del gioco.
3. (Plurale) commensurabile nella direzione, nel senso e nell'intensità: Principi per stabilire i metodi per rappresentare la fenomenologia naturale quale appare nel reale  Esempio 1.1.1 Libertà religiosa, 1.1.1.n. Scientismo; 1.2.2 Libertà dal bisogno, 1.2.2.n. Uso della cocaina.  E' il campo delle Scienze Umane nelle loro applicazioni di: psicologia, sociologia, economia, linguaggio e comunicazione, diritto ed etica,  determinate in rapporti logici e matematici, discreti nell'ambito dei numeri naturali iniziando dallo 0 e della successione aurea, secondo i principi della ragionevolezza ed analitici, nei limiti di minimo e massimo di ogni fenomeno; e delle Scienze fisiche, chimiche e biologiche per gli effetti sui sensi umani nelle loro applicazioni secondo i principi della razionalità.
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Così leggo il post di Gabriele sull'interessante articolo di Niccolò Bonetti in merito alle “dottrine non scritte” di Platone. E così continuo a scrivere "Oltre il tempo", dopo la pubblicazione nel 2015  del primo volume il cui sottotitolo è Uomo e Persona, mentre il secondo dal sottotitolo Persona e Società è in continua mutazione, stravolto dai continui sconvolgimenti creati dalla globalizzazione in fase recessiva dell'urbanizzazione. 
Il  Principio secondo il quale si fondano i rapporti tra l'Uomo e la Società reggono sulla Persona che:
1. è tale quando sé stessa ha 
1.1. nell'Anima la [libertà di ...] in rapporto alla consapevolezza di            avere 
1.2. il Corpo in regime di [libertà da ...]. 
L'Uomo è zero (0). Di lui non si può parlare se non come di un animale nella natura. L'Uomo è zero (0) pure nel trascendente, ma è 1. per la sua anima. 
Si può parlare di Libertà di una persona nella società, senza un soggetto o un oggetto, individuando quale sia la costante o quale la variabile?
Ebbene, nessuno parlerebbe di libertà se non ci fosse la persona e la società in cui la persona vive. Ora l'Uomo e la Donna sono due in uno come persone e, separatamente, come individui e tali sono per considerarli nella società secondo il paradigma evoluto nella storia. 
Ecco dunque la prima diade: 
il soggetto è la persona intesa come universalità (uno) oppure è la società ad essere intesa come universalità? Ovvero, è la persona sola e/o con la sua famiglia (soggetto, costante) che conforma la società (oggetto, variabile) a sé stessa in un modello reale storico, oppure è la società (soggetto, costante) che plasma la persona (oggetto, variabile) ad un modello ideale? 
Questa è la piattaforma sulla quale giace la nostra esistenza e occorre considerare che è da qui e non da altro nasce la storia umana che non è la storia dell'universo sensibile al quale sicuramente partecipa ma solo per la parte simile all'animale che vive grazie a processi chimici e biologici che hanno per base l'atomo di carbonio.
L'uomo e la donna, quando nascono, respirano e sono liberi sino al momento in cui non si facciano sopraffare dalla sete e dal morso della fame ... (segue nel post Pianti e coccole, che a questo punto, grazie all'amico Gabriele Di Piero dovrò riscrivere, salutando Dennet). 
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Siamo stati sempre alla continua ricerca del Principio fondamentale dell'Esistenza (Essere) e dopo disastri, guerre e rivoluzioni, la storia, ad ogni bivio o deviazione, riprende il suo corso iniziando dalla Libertà col progetto dell'uguaglianza tra i simili. Poi scopriamo che l'uguaglianza si ottiene col volere ... e non funziona,  ... col potere e non funziona,  ... col dovere ... e non funziona,  ... 
Oggi, il Principio fondamentale regge sulla Società di individui i cui rapporti sono regolati da diritti gestiti dalla giustizia. Tali rapporti non hanno legami con l'universalità dell'uno non scritto perché l'anima è un principio ontologico dell'essere, mentre il diritto e la giustizia non fanno parte dell'essere, ma sono solo metodi di relazione tra soggetti  e oggetti reali.  La razionalità che richiede il trattamento dei dati reali, non è usabile nella ricerca dei principi universali quando questa, sotto forma di logica e matematica, è solo un rapporto tra mente e mano per descrivere comuni nozioni da condividere nel campo della fisica, della chimica e della biologia ma non per traslare all'anima sentimenti e passioni quali appaiano dalle espressioni e dai comportamenti. 
Quindi considerare la Società come principio riduce l'uomo ad essere considerato solo per la sua parte, il corpo, escludendo l'anima sicché, oggi, l'azione politica riduce la Persona ad essere scorporata in una società che rischia di essere ridotta alla mercè del proprio corpo.

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Sono ancora indeciso sul come denominare questa tavola che contiene i 29 (si esclude lo 0) Principi (costanti) sui quali la società (variabili: ONU, Nazioni, Stati, Comuni, Famiglia, Coppia uomo/donna) regge. 
La tavola è una matrice di equazioni lineari. Ognuna di esse determina il valore della costante che interviene formare l'equilibrio tra la triade (i tre aspetti della condizione umana) formata da:
A. Cultura intesa come Abito: (Religione, etica ed estetica).
B. Scienza tecnologia e applicazioni.
C. Risorse umane e materiali.
D. Consenso ottenuto dal generatore:
Siano: Gc il Generatore del consenso; Ln la Percezione di libertà che il gruppo ha in un dato momento storico; Vn la Percezione dei vincoli proposti dall’ideologia; p la Propensione al consenso. Il generatore Gc tenderà a salire quanto più si accrescono i gradi di libertà rispetto ai vincoli che appaiono dall’ideologia; oppure al diminuire dei gradi di libertà e con l’aumento della Propensione a perderla nell’attesa di vantaggi futuri. Il tutto secondo questo rapporto:
Ln
Gc =    ----- p         
Vn
Questa è la stessa formula del moltiplicatore proposta da Richard Kahn e usata come fattore di propensione dal Keynes, nella sua teoria generale dell'occupazione dell'interesse e della moneta. 
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*Il lettore si chiederà: Perché ho citato Pascoli prima di Wittgenstein? Si può fare un raffronto tra l'uno e l'altro? Si può ma non è questa la ragione per cui qui lo cito. Avevo 11 anni e l'insegnante disse che ognuno, nella vita, dovesse scegliersi il poeta preferito. Io scelsi Pascoli per il "Fanciullino", Paolo, il mio amico prediletto scelse "Carducci". 


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